Y, L’ULTIMO UOMO – n°1: RECENSIONE


y_ultimo_uomo_1_edUn uomo e una scimmia di sesso maschile sono gli unici sopravvissuti ad una apocalisse che ha eliminato dalla faccia della Terra tutti i portatori del cromosoma Y. Vi piacerebbe vivere in un mondo popolato da sole donne? Questo è l’incubo che capita a Yorick e Ampersand, la sua scimmietta. RW Edizioni ripropone in Italia l’opera di Brian K. Vaughan e Pia Guerra, per la prima volta nel “formato Bonelli” che tanto successo riscuote nelle nostre edicole. Il volume numero uno raccoglie al suo interno ben quattro episodi originali, con una scelta sul colore davvero lodevole: abbattere i costi avrebbe dovuto implicare il passaggio al bianco e nero, che però mal si sarebbe sposato con queste tavole, pertanto la scelta è ricaduta su un azzeccata mezzatinta che da’ profondità ai disegni della Guerra, caratterizzati da un tratto misto tra il realismo della scuola italiana e la dinamicità della scuola USA.

Oltre la trama, che è particolarmente intrigante sin dalla prima pagina, ciò che colpisce è la chiarezza narrativa di Vaughan, che riesce a spettacolarizzare il suo intreccio senza abbandonarsi ad arditi scardinamenti della “gabbia”: contrariamente a ciò che ci ha abituato il fumetto supereroistico degli ultimi anni, dove la spinta verso una forma artistica, troppo spesso sradicata dalla sua funzione narrativa, ha portato a perdere il concetto di “gabbia”, qui la funzione narrativa del fumetto è pienamente svolta dalla presenza di una struttura non sempre regolare ma in ogni caso chiara e coerente.

Alcune forzature o, comunque, elementi un po’ “troppo poco casuali” sono presenti, ma forse questi dubbi saranno eliminati con i prossimi numeri, che permetteranno alla trama di dipanarsi al meglio e svelare tutti i misteri seminati in questo primo albo.

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Vaughan intesse un intreccio degno di Fringe (ben prima che Fringe esistesse) e colloca i personaggi in uno scacchiere a dir poco immenso: il mondo intero. Yorick, squattrinato e in cerca di lavoro, si ritrova a lottare contro un mondo che non gli appartiene più e che non sa dove andrà a parare. Attorno a lui ci sono donne di diversa caratura e fascino, come sua madre, un membro del Congresso degli USA, sua sorella e la sua ragazza, stranamente affini sia nel carattere che nella misteriosa scomparsa, il super agente segreto 355 – che ricorda un po’ la Michonne di The Walking Dead – , il nuovo stato maggiore dell’esercito israeliano Alter.

Sicuramente l’elemento che fa apprezzare “Y, l’ultimo uomo”  è il suo sfruttare pienamente e coscientemente il medium fumetto, portandolo a vette, anche e soprattutto di contenuti e temi trattati, raramente raggiunte o raramente evidenziate a causa del pregiudizio di chi i fumetti non li legge. Clonazione, politica, società, maschilismo/femminismo, teoria del controllo. Insomma, un fumetto pungente che fa ciò che dovrebbe fare ogni grande opera: parlare di esseri umani agli esseri umani, ma facendolo con leggerezza e con fascino, con capacità affabulatoria e donando il piacere della lettura.



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