Suoni al cinema: arriva Seeyousound


Dal 25 al 28 febbraio torna a Torino per una seconda edizione, che si preannuncia ricchissima e come sempre internazionale, Seeyousound, il primo festival italiano dedicato interamente al cinema musicale.

A guidare la conferenza stampa di presentazione del festival, stamane al Museo del cinema di Torino, Maurizio Pisani, direttore di Seeyousound, che ha aperto sottolineando non solo la vastità del programma, ma anche la bella sinergia che ha visto collaborare con una positiva ricaduta sui risultati varie istituzioni cittadine e piemontesi legate al cinema, in un sistema di provata forza ed efficacia culturale per la città e per il pubblico. Intorno a Seeyousoud ruotano infatti le diverse anime del cinema torinese: ci sarà il Museo del cinema, con le sale del cinema Massimo, location per le proiezioni, ci sarà l’Aiace Torino, che inaugura col festival una collaborazione in forma di corsi, ma anche la Film Commission Torino e Piemonte e Piemonte Movie, presente già dall’anno scorso.

L’attenzione nella costruzione del programma è stata rivolta al mondo intero: sono infatti più di 400 le opere arrivate da tutto il mondo, in barba alla censura anche da Iran Libano e Turchia. “Non mi stupisco del successo e del riscontro di Seeyousoud – ha commentato Alberto Barbera, direttore del Museo del cinema – anzi, mi stupisce sempre che i festival di cinema musicale siano così pochi: quello tra cinema e musica è uno dei rapporti più interessanti e proficui nel mondo delle arti. Il cinema è nato con la musica, che c’era anche prima della parola e senza la quale sarebbe impossibile, non è mai stato muto!”

Il rapporto tra cinema e musica è importante – ha evidenziato anche Paolo Manera di Film Commission – per molti è grazie alla musica che si arriva cinema. E si tratta di un ambito dove si sente grande energia, con molte produzioni dal cinema indipendente e dai giovani autori. Il festival sottolinea la vitalità della scena culturale e produttiva di Torino: la città è presente nelle colonne sonore per la produzione indipendente, ma anche in documentari con scene e luoghi della musica”. La collaborazione con Piemonte Movie si concretizzerà invece attraverso la promozione dei video musicali, con una proiezione dedicata in programma al Too Short to Wait.

Seeyousound

In quanto al programma, succose novità. Si comincia dalla sezione trasversale Into the groove, che avrà come evento di spicco la notte rossa del videoclip. Sabato 27 febbraio dall’1 alle 4 di notte sarà proiettato il meglio della storia del videoclip. Previsti poi film eterogenei, tra cui B-Movie: Lust & Sound di Berlino Ovest 1979-1989, che racconta la Berlino ovest tra musica , cinema e follia e a cui seguirà un djset alla Cavallerizza con l’annunciata presenza di una star mondiale.  E poi il leggendario The jazz singer, primo film musicato e sonorizato della storia del cinema, da molto tempo assente dalle sale. Infine Danny Collins, anteprima che precede l’uscita in blu ray dell’ultimo film con Al Pacino, non uscito in Italia.

Altra sezione, Music is the weapon, 6 film da tutto il mondo uniti dal filo rosso della musica come arma. Tra i protagonisti, storie della Cambogia e del Mali, dove la musica vietata dai regimi riesce a diventare sinonimo di rivincita sociale e personale.

Le sezioni competitive saranno 3. Una sarà dedicata ai lungometraggi, con il tema comune della sopravvivenza e determinazione del destino attraverso la musica, da segnalare Low, anteprima assoluta e sperimentazione che omaggia David Bowie. 18 saranno i corti della relativa sezione, costruita come un grande jukebox tra vari generi e nazioni (il 70% dei corti arrivati in concorso proveniva infatti dall’estero). Infine, 41 i videoclip, tra cui alcuni nomi noti e importanti (Rockysopp, Mumford&sons, Prodigy), “alcuni festival simili non hanno nomi così grandi – ha spiegato Pisani – la cosa ci ha stupiti, si tratta di produzioni vaste e di richiamo che non hanno bisogno di noi per ottenere visibilità, eppure ci hanno scelti per presentarsi”.

Insomma, un mondo intero da scoprire, che punta soprattutto alla forza delle immagini e all’indipendenza. Senza contributi pubblici, il festival ha saputo costruirsi con sponsor, crowdfunding e con l’apporto professionale gratuito dei molti collaboratori, ed è su questa base che intente crescere per il futuro.




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