Storia di una ladra di libri di Brian Percival


storia-di-una-ladra-di-libri-poster-italianoStoria di una ladra di libri è l’ultima fatica cinematografica di Brian Percival, regista di origini britanniche, noto per aver diretto la celebre serie tv Dowton Abbey. Tratto dal libro La bambina che salvava i libri di Mark Zusak, il film narra le vicende della piccola Liesel Meminger, che, abbandonata dalla mamma, viene adottata da Hans e Rose Hubermann, nel tragitto verso la nuova famiglia adottiva Liesel perde il fratellino, che muore mentre sono ancora sul treno. Comincia così una storia dai tratti molto macabri, accentuati dalla voce narrante che grazie ai numerosi indizi si scopre essere la morte. Ambientato nella Seconda Guerra Mondiale, Storia di una ladra di libri ripercorre tutte quelle vicende che hanno caratterizzato questo momento buio della Storia, a dimostrazione di come questa sia intervenuta prepotentemente nelle vite delle persone, abbia rotto gli schemi e soprattutto i legami affettivi. 

Liesel è una bambina molto intelligente, che vuole imparare a leggere e non appena quei simboli iniziano ad avere un significato, la sua vita cambia profondamente, legge libri di ogni genere e capisce che proprio i libri recano in sè una forza, una magia che potrebbe salvare il mondo. Un pensiero forse un po’ romantico, che viene spesso declinato in diverse scene del film dove i libri divengono punto di incontro tra Liesel e il padre adottivo Hans, poi diventano un mezzo per conoscersi tra Liesel e la moglie del Capomastro, fino a divenire medicina per l’amico Max, ragazzo ebreo che si nasconde per un po’ di tempo in casa degli Hubermann. La Storia però si intreccia prepotentemente con la vita di Liesel e quegli stessi libri che lei ama divengono motivo di paura per il Reich, ecco quindi che si organizzano manifestazioni e veri e propri roghi di quel sapere che potrebbe minacciare l’impero costruito da Hitler, ma la Storia agisce più in profondità su Liesel che impara ben presto cosa portano con sè le guerre: morte e distruzione. 

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Alla base però dell’intera vicenda abbiamo una grande storia di amicizia e amore: l’amicizia di Liesel e Rudy, il primo ad accoglierla nel nuovo paesino e il bambino di cui lei si innamora, l’amicizia di Liesel e Max che sembrano due anime gemelle innamorate dei libri, della cultura e di tutto ciò che essi comunicano ai loro lettori. Sarà proprio Max a chiedere a Liesel di raccontare, di diventare i suoi occhi, di fargli percepire il mondo che c’è fuori e che lui, in quanto rifugiato, non può più vedere. 

Storia di una ladra di libri è un film molto struggente e molto forte, dai toni didascalici che inevitabilmente lancia numerosi messaggi chiari e diretti allo spettatore. E’ difficile parlare alla fine della visione di questo film, il pubblico in sala resta senza parole non solo mentre si lascia trasportare dalle vicende di Liesel, ma soprattutto dopo, quando, spento il proiettore, ci si avvia verso l’uscita: Storia di una ladra di libri è sicuramente una vicenda inventata, ma la cornice storica presente in esso è davvero preponderante e irrompe prepotentemente nella storia con la esse minuscola,  sono citati momenti ben precisi come La notte dei cristalli (9 e 10 novembre 1938), durante la quale vennero distrutte centinaia di vetrine dei negozi tedeschi. 

Accanto a una storia appassionante, abbiamo delle ricostruzioni storiche molto efficaci e sicuramente molto caratteristiche, che ricordano i paesini della Germania degli anni trenta e quaranta, ma più in generale quelli del Nord Europa, anche i costumi sono ben realizzati e riescono a delineare chiaramente le classi sociali alle quali appartengono i personaggi. Una critica si potrebbe avanzare alle scelte filologiche, siamo in Germania, ma Liesel scrive in inglese e legge in inglese, scelta a mio parere poco coerente con il contesto in cui è ambientata la vicenda, non solo Liesel è tedesca e quindi dovrebbe parlare il tedesco, ma l’inglese è la lingua del nemico, quindi, nonostante sia chiaro che Liesel e gli Hubermann odino Hitler, è sicuramente una scelta molto discutibile quella fatta da Brian Percival. Sarebbe stato preferibile avere testi scritti in tedesco e soprattutto vedere la piccola Liesel imparare a scrivere parole tedesche: è chiaro che in questo film la parola scritta è di fondamentale importanza, quanto il luogo in cui si svolgono le vicende. 

bloglive_04e8e3af6cdcf3ddcdf41c87e8442de7A parte questo piccolo gap filologico, Storia di una ladra di libri è un film che merita di essere ascritto tra quelli che solitamente vengono citati in occasione della giornata della Memoria, i cui fatti narrati dovrebbero essere presenti dentro di noi ogni giorno, un film che verrà apprezzato da quanti amano i libri perché sono un ingrediente fondamentale nella vita di ogni giorno e spesso offrono quella possibilità di evasione che nei momenti difficili della Storia è difficile trovare. 




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