Sotto il cielo di Fred – I semifinalisti: Pagliaccio


 

Il conto alla rovescia verso le serate conclusive del festival “Sotto il cielo di Fred” è cominciato. Nell’attesa di sapere chi si porterà a casa il titolo di vincitore dell’edizione 2014, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alessandro Chiorino, cantante e chitarrista dei Pagliaccio, tra i semifinalisti in gara. Prima di sentirli il 21/02 alle 21.00 alle Officine Corsare (altre info qui), scopriamo qualcosa in più su di loro!

Ciao! Partiamo dall’inizio: come nasce la vostra band?

La band nasce alla fine del 2011. Due di noi suonavano già insieme in altri gruppi (nello specifico io e Marco Sgaggero, il nostro bassista), mentre Marco (Massa, alla batteria e alle sequenze) si è unito poco dopo.  Il nostro nome d’arte rappresenta bene la nostra essenza: musica pop, di facile ascolto e molto comunicativa, che sotto sotto però nasconde una personalità meno “facile ed immediata”. il Pagliaccio DEVE far ridere, anche se spesso il suo retrogusto è un po’ malinconico. Così il nostro pop.

Come siete venuti a conoscenza del Festival sotto il Cielo di Fred?

Aspettavamo il festival da due anni perché per la scorsa edizione non eravamo ancora pronti. Quest’anno abbiamo fatto diversi concorsi, selezionandoli per la serietà con cui vengono gestiti e proposti, e questo era tra quelli in cima alla nostra lista.

Avete alle spalle la produzione di un album “Eroironico”: ci raccontate qualcosa di com’è nato questo lavoro?

Eroironico” è l’inizio del nostro percorso, in tutti i sensi. Per molti artisti l’album è un punto di arrivo, noi invece lo abbiamo usato come punto di partenza. Per certi aspetti, sicuramente, questo primo lavoro ci fatto scivolare su alcune ingenuità, ma per altri versi ci ha dato il via buttandoci sulla piazza senza indugi e incertezze. Abbiamo iniziato a guardarci intorno, abbiamo registrato i nostri primi pezzi e li abbiamo portati in giro live, partendo disorganizzatissimi ma arrivando a raggiungere dei risultati davvero sorprendenti. Il titolo, poi, svela la chiave di lettura del disco, raccontando fin da  subito “il finale della barzelletta” risultando, in questo , esso stesso profondamente autoironico.

Com’è cambiata negli anni la vostra musica?

Credo che la registrazione del disco e i 130 live del tour promozionale ci siano serviti a capire il nostro sound e a consolidarlo. Alla vigilia del secondo album, si può quindi dire che siamo alla definizione chiara del nostro stile: non è ancora ora di cambiare troppi registri! Con il  secondo disco credo proprio si sentirà il vero Pagliaccio.

Ironia per raccontare il nostro tempo: perché di questa scelta?

E’ venuto naturale, e rappresenta il nostro stile anche nella vita privata. Non è sicuramente la scelta più originale di questi tempi, quindi magari qualche influenza da parte di altri aristi c’è stata. Di certo, però, l’ironia nei testi non l’ha sicuramente inventata il neo-cantautorato, basti pensare a personaggi come Gaber, Jannacci o Bennato. Noi sentiamo di utilizzare un’ironia mista al sarcasmo e ad anche un po’ di cinismo; per certi versi ci piace l’idea di scomodare persino il grande Piero Ciampi.

Tre parole per descrivere “Irresponsabile”, il vostro brano in gara.

Fresco, quotidiano e irresponsabile.

Il 21/02 avrà luogo per voi la semifinale, come vi sentite al riguardo?

Emozionati e tesi. Abbiamo fatto molti concorsi quest’anno e molte finali, ma la tensione è sempre la stessa.

Progetti futuri?

Avevamo deciso di fermarci con i live, ma ci siamo ravveduti! Ora stiamo progettando un nuovo tour primaverile. Nel frattempo continuiamo a lavorare per il nuovo disco, che uscirà presumibilmente a settembre.

Una frase per i nostri lettori e il vostro pubblico del 21: perché dovrebbero ascoltare la vostra musica e scegliere voi?

Perché abbiamo pronte delle ricompense!

 

Ricompense o meno, il 21 i Pagliaccio saliranno sul palco per far valere la loro musica. E voi, ci sarete?

fred




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