Sotto il cielo di Fred – I semifinalisti: Eugenio in Via Di Gioia


480621_441737112574700_171093158_nEugenio Cesaro,  cantante degli Eugenio in Via Di Gioia, chiacchiera con noi in attesa della loro esibizione di venerdì 20/02, alle Officine Corsare (altre info qui). Sentiamo cos’ha da dirci!

Ciao! Come nasce il gruppo Eugenio in via di gioia?

 Eugenio in Via Di Gioia nasce circa un anno fa dalle mie canzoni. Ho iniziato  ad improvvisare alcuni brani 3 anni fa, per strada, dove trovavo gran parte delle mie ispirazioni. Tornavo a casa, scrivevo le idee e le cantavo; lì, tutto solo soletto.  Un bel giorno trovai un locale che voleva farmi suonare, e ,per non fare brutta figura, ho chiesto a due amici di accompagnarmi: Emanuele Via e Paolo Di Gioia, che, guarda caso, sembrano essere nati per dare il nome ad un gruppo musicale. Ed eccoci qui! Per un po’ abbiamo continuato a suonare noi tre insieme , fino a quando, solo qualche mese dopo, siamo riusciti a completare la formazione chiamando in causa Lorenzo Federici.  Le canzoni finalmente diventavano rotonde, lavorando tutti insieme per portare ognuno il proprio contributo in ogni brano. Al punto che Paolo Di Gioia nasce batterista blues e si reinventa corista e percussionista, Emanuele Via nasce pianista prog-rock e si riscopre fisarmonicista e corista e Lorenzo Federici nasce bassista elettro-pop e prova l’ebrezza di un Ukulele Basso!

Come siete venuti a conoscenza del Festival sotto il Cielo di Fred?

Già un paio di anni fa due di noi hanno partecipato con le rispettive formazioni anche se purtroppo non hanno superato le prime selezioni. Chi su social network, chi per passaparola, più o meno tutti i musicisti emergenti qui a Torino conoscono il Festival.  Questa manifestazione sta assumendo sempre maggiore importanza con il passare degli anni e per noi è un onore essere arrivati fino in semifinale; non vediamo l’ora di suonare il 20 alle Officine Corsare, ormai in sala prove non si parla d’altro!

Come definireste il vostro genere e a chi vi ispirate?

Il nostro genere è vario; nasciamo da un testo tipicamente cantautorale con un’impronta musicale prevalentemente votata a strumenti acustici di qualsiasi tipo. Questa scelta è dovuta al fatto che nascendo per strada abbiamo la necessità di poter riprodurre la nostra musica in qualsiasi contesto. Le nostre canzoni vogliono essere dirette e per tutti, ci piacciono le armonizzazioni vocali e la carica scaturita dai cambiamenti repentini di ritmo e dinamica. Tutto ciò ci ha portati a qualcosa di simile al folk dei Mumford and Sons piuttosto che a sfumature swing  del primo Paolo Nutini.

Com’è cambiata la vostra musica nel tempo?

Inizialmente la musica composta da me passava tra le mani della “via di gioia” che creava una cornice e “si adattava” cercando di inserire qua e là delle sfumature, talvolta modificandone alcune parti. Oggi si cerca sempre di più di creare tutti insieme la parte musicale e corale generando una maggior simbiosi tra le idee di ciascuno di noi.
Per quanto riguarda i temi trattati nei testi, la nostra musica si pone da sempre l’obiettivo di far destare chi ascolta chiamando in causa le sue più strane abitudini, piuttosto che le paure o i segreti. Questa linea che accomuna tutte le nostre canzoni non evolve ma saltella a seconda del brano tra attualità e psiche umana.

Avete all’attivo un Ep “Ep Urrà”, com’è nato questo lavoro?

Ep Urrà” raccoglie cinque tra le prima canzoni scritte da me quando cantavo ancora da solo per strada. Giunti ad aprile 2013, dopo qualche mese di rodaggio, abbiamo pensato che fosse giunto il momento di registrare le canzoni che ritenevamo  più mature; ahimè, non avevamo ancora i fondi necessari per la registrazione e stampa dei cd, così abbiamo pensato di rivolgerci ad un sito di crowdfunding. Siamo venuti a conoscenza di Music Raiser e nel giro di due mesi, grazie al nostro generoso pubblico, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo prefissato.

Cosa potete dirci del vostro brano in gara “All You Can Eat”? Come nascono i vostri brani?

“All you can eat”  è un brano arrabbiato, che in realtà non restituisce al pubblico il nostro modo di essere a 360 gradi, anzi ne fa vedere una piccolissima sfaccettatura. Anche questo brano è nato da un’ispirazione avuta per strada: la gente cammina e non si guarda indietro, si compra i pantaloni già strappati perché non ha tempo di consumarli, la gente è proiettata al futuro a tal punto da anticipare le proprie voglie e da rendersi conto che non è di abbondanza che ha bisogno, ma di novità; il mondo sta avanzando inesorabilmente e, come Pollicino, si lascia indietro le briciole.
Ogni giorno le briciole sono più grandi, sembrano quasi intere pagnotte.

Il 20/02 avrà luogo per voi la semifinale, come vi sentite al riguardo?

Siamo agitati e allo stesso tempo eccitati, è la prima volta che arriviamo ad una semifinale di un concorso così importante e vogliamo lasciare il segno. Positivamente, ovviamente. Allo stesso tempo non vediamo l’ora di ascoltare tutti i nostri avversari.

 

Progetti futuri?

Eh, chi lo sa..per ora vogliamo tenervi sulle spine! Non saremo certo noi a dirvi che abbiamo in cantiere la produzione di un nuovo Ep, né tantomeno la preparazione di un tour in tutta Italia. Vi toccherà continuare ad attendere.

Una frase per i nostri lettori e il vostro pubblico: perché dovrebbero ascoltare la vostra musica e, in questo caso, votare voi?

Il nostro obiettivo è quello di far sorridere lasciando l’amaro in bocca, un po’ come l’effetto che lascia una tazzina di caffè bevuta in compagnia di una ragazza carina. Votateci, perché comunque questa ragazza è molto carina e, beh, ci piacerebbe uscire ancora con lei. E si sa, la storia dei vincitori di un concorso musicale, fa molto appeal.

 

 

Chissà come andrà a finire allora!Non vi resta che scoprirlo il 20/02, sotto il palco degli Eugenio in via di Gioia!

fred




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