Sotto il cielo di Fred – I semifinalisti: Alberto Gesù


alberto-gesu-mame-padovaA tu per tu con Alberto Gesù, semifinalista del festival “Sotto il cielo di Fred” (altre info qui). Scopriamo insieme qualcosa di più sul giovane cantautore!

Ciao! Come nasce il cantautore Alberto Gesù?

Io con la musica mi do da fare da quasi 20 anni. Non ho mai pensato di mollare anche se forse qualcuno dirà che dovrei. Ho suonato il basso in varie formazioni. In alcune c’è stato anche un mio contributo come autore o arrangiatore. Due anni fa poi mi son deciso a lasciare il gruppo che stavo seguendo per provare a fare delle cose mie al 100%. La conseguenza diretta di questa scelta è stata quindi quella di scegliersi un nuovo nome. Volevo una cosa semplice che rispecchiasse la tradizione del cantautore: nome (Alberto è il mio vero nome) e cognome. Nello stesso tempo doveva essere qualcosa di un po’ forte, ironicamente ambizioso, che si prestasse ad essere una specie di bersaglio. Ecco, spero di esserci riuscito.

Come sei venuto a conoscenza del Festival sotto il Cielo di Fred?

 A dire il vero non lo conoscevo. Ho pensato di registrami dopo aver letto la descrizione della “figura professionale” che si stava cercando… tutte quelle belle parole, il cantautore contemporaneo.. ho pensato fosse su misura per me! Ovviamente non ho resistito a informarmi un po’ e devo dire che l’iniziativa si muove dalle migliori intenzioni e lo fa con classe, scegliendo delle proposte molto valide. I selezionati della scorsa edizione (e di questa) mi sembrano tutta gente in gamba.

Definisci la tua musica come “un esperimento di geriatria cantautoriale e blasfemia soft”, vuoi spiegarci meglio il perché di questa scelta?

Ho scelto questo piccolo slogan un po’ naif per spiegare che quello che sto facendo nasce dalla tradizione dal cantautorato italiano. Quello che gioca con le parole e le melodie, per capirci, spingendosi a volte anche oltre i confini del buongusto (ovviamente con certa vena ironica, spero che questa mia scelta non mi precluda a priori il consenso del pubblico di fede religiosa). In ogni caso mi associo a chi considera il cantautorato come l’anticamera della geriatria e ribadisco che sto lavorando anche per loro.

Hai alle spalle la produzione di un album “Svegliarsi Gente”, com’è nato questo lavoro?

Il disco raccoglie alcune canzoni che ho composto in questi due anni. E’ stato registrato in soli quattro giorni grazie ad uno studio mobile allestito in una casetta sulle Prealpi bellunesi. Chiunque può ascoltarlo gratuitamente e farsi una sua idea.

Cosa puoi dirci del tuo brano in gara “idrogenossigeno”?

Il pezzo dovrebbe stimolare chi ascolta a riflettere sui rapporti tra le persone. Giocando con le rime propongo alcuni accostamenti che rimandano a relazioni di varia natura. Per questo, spesso, non sono interpretabili in modo univoco, ma non è quello in fondo l’importante. Ciò che conta è lo stimolo. Inoltre vista la semplicità dello schema di accordi, chiunque può giocare modificando a piacere il testo e ottenendo risultati sempre diversi e sbalorditivi.

Il 21/02 avrà luogo per te la semifinale, come ti senti al riguardo?

Il 21 a causa di un’assenza di un musicista verrò a suonare con una formazione particolare, cosa che non ho mai fatto prima d’ora. Ho preparato alcuni pezzi arrangiati con chitarra fagotto e violino: un trio quasi barocco! Sono curioso dell’effetto che farà tra le varie proposte in gara, che mi aspetto perlopiù di attitudine folk-rock.

Una frase per i nostri lettori e il vostro pubblico del 21: perché dovrebbero ascoltare la tua musica e votare te?

Diciamo che la mia conoscenza del jet-set post-mortem mi permette di garantire degli standard di aldilà molto alti. In paradiso mi conoscono tutti e si sa che quando sarà il momento di citofonare…

C’è bisogno di aggiungere altro? Appuntamento, allora, a stasera per scoprire insieme il sound di Alberto Gesù!

fred




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