Siamo la generazione digital


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Siamo quelli che al mattino appena svegli, dopo aver puntualmente posticipato la sveglia 10 volte, prendono il telefono e aprono Facebook controllando i compleanni che avremmo puntualmente scordato. Siamo quelli che usano Twitter per dare il buongiorno e quando perdono un follower ne facciamo una tragedia perché di questo passo non diventeremo mai una twitstar. Siamo quelli che vedono le colazioni, i tramonti e i gattini come i migliori contenuti da postare su Instagram. Siamo quelli che non alzano mai gli occhi al cielo e se aspettiamo un autobus quasi sicuramente staremo consultando l’app di Paolo Fox che ci avverte su quanti pianeti abbiamo contro. Siamo quelli che usano What’sApp per creare mille gruppi in tempo zero e anche in tempo zero disattiveremo tutte le notifiche in arrivo perché odiamo la gente. Siamo quelli che definiamo gli autoscatti “selfie” e utilizziamo una quantità esagerata di parole a caso per essere social. Siamo quelli che chiedono feedback anche al giornalaio. Siamo quelli che programmano la vita su Google Calendar e di fronte a un imprevisto non vanno in panico, ma lo inseriscono sull’app. Siamo quelli che non possono permettersi uno psicologo e così aprono un blog sentimentale pieno di paranoie. Siamo anche quelli che hanno lanciato le fashion blogger e le food blogger. Siamo quelli che amano la modalità pilota automatico, ma poi si ricordano che sulla propria utilitaria è già un miracolo che parta. Siamo quelli che vogliono essere social a tutti i costi, ma poi fatichiamo a mettere nella stessa frase due veri pensieri e sentimenti. Siamo quelli pensano che Photoshop sia la soluzione ad ogni problema, peccato che al mare in estate non possiamo utilizzarlo. Siamo quelli che non leggono più libri e fanno finta di sfogliare un tablet. Siamo quelli che cercano su Youtube qualsiasi tutorial immaginabile. Siamo quelli che vivono su Google Maps e non contemplano la possibilità di chiedere a un passante un’informazione. Siamo quelli che si iscrivono su mille social network per poi utilizzarne forse uno e a volte anche male. Siamo quelli che chiedono aiuti su Candy Crush come una questione di vita o morte. Siamo quelli che partecipano a mille eventi incontrando gente conosciuta sul web. Siamo quelli che riescono a ideare, mettere in piedi startup e non smettono di credere nel futuro. Siamo quelli che inseriscono all’interno del loro mestiere la parola “strategic” per sembrare più interessanti, quando in realtà l’unica strategia che metteremo in atto sarà quella per andare a bere il caffè. Siamo quelli che mandano email e sperano nella rapidità di risposta da parte del destinatario. Siamo quelli che quando entrano in un locale non guardano il menù, ma cercano le prese per caricare il cellulare. Siamo quelli che amano il wifi libero e si scordano le password. Siamo quelli che dichiarano amore infinito su Facebook e nella realtà malapena riescono a guardarsi negli occhi. Siamo tutto questo, ma non sempre il mondo digital è negativo.

Siamo semplicemente quelli in continua evoluzione.

 

La foto presente nell’articolo è del seguente sito



Nella vita sono quella che scrive, viaggia, gestisce le paranoie e i social network.


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