#PIX – Plinto, un’onda creativa per Molecola


L'installazione di Plinto a Paratissima

L’installazione di Plinto a Paratissima

Ciao ragazzi, come da copione iniziamo con chi siete e una breve presentazione.

Gian Maria Mazzei: Ciao, noi siamo l’associazione Plinto e nasciamo come collettivo da Architettura al Politecnico. Il gruppo è stato fondato più o meno due/tre anni fa da un altro gruppo di ragazzi che ci ha lasciato la palla, noi poi abbiamo preso in mano le redini dell’organizzazione e abbiamo aperto l’associazione per intercettare dei bandi del comune e della provincia o iniziative come Paratissima. Con Plinto ci occupiamo di comunicazione, installazioni artistiche e rigenerazione urbana; siamo degli architetti, in sostanza.

Insomma, lavorate a 360°!

Si, perché abbiamo un sacco di persone all’interno dell’associazione: siamo più o meno 20-25, quindi abbiamo un sacco di competenze.

Veniamo a noi, qui a Paratissima siete con?

Gian Maria: Siamo con Molecola, stiamo aiutando un nostro amico che si chiama Francesco Bianco, ideatore della MoleCola (che è il titolare del M**Bun)  che ci ha chiesto di fargli questa installazione per la comunicazione per questa bevanda nuova, la Molecola, e noi abbiamo colto la palla al balzo per riuscire a partecipare! Un’occasione sia per pubblicizzarci, sia per la comunicazione sia per vedere quali erano le nostre competenze in ambito realizzativo.

Ci raccontate un po’ la vostra installazione? Come l’avete pensata, progettata e costruita, vogliamo sapere cosa c’è dietro a quello che vediamo.

Gian Maria: Allora è un’istallazione che ha per lo più una struttura portante di metallo e ferro; abbiamo preso dei pezzi, dei semi-lavorati, dal settore metallurgico vero e proprio e li abbiamo lavorati per due settimane di seguito. Oltre a questo abbiamo bucato le lattine, le abbiamo lavate dalla cola e le abbiamo disposte in modo che fossero tenute insieme da dei fili metallici. C’è poi in più questo tappeto di lattine, che starebbe ad identificare lo schizzo della cola dalla lattina.

Veronica Brugaletta: Si, in pratica l’immagine è quella di un “lattinone” che esplode. L’esplosione è concretizzata in una copertura fluida che termina sull’elemento singolo, la MoleCola, poggiata su una teca espositiva.

E per quanto riguarda la parte di esperienza sensoriale?

Carlo Mossetti: All’inizio doveva esserci un proiettore, l’ingresso nel lattinone stesso doveva essere più suggestivo, però poi, insomma, noi ci accontentiamo di quello che siamo riusciti a fare che, per le nostre capacità e potenzialità, ci sta. E bene.

Progetti precedenti?

Carlo: Il progetto più vicino a questo è  “In/Cubo”, non so se ne avete sentito parlare, quel portale cubico che sta accanto all’Imbarchino nel parco del Valentino. E’ li da maggio e ci sarà ancora per un mesetto. E’ un cubo di quattro metri per quattro, forato. Un portale cubico fatto in rete metallica tutto riempito di bottiglie di plastica provenienti dalla raccolta della circoscrizione 8. Nasce nell’ambito di una tematica di sensibilizzazione, una cosa diversa da questa installazione a Paratissima, che ha uno scopo più pubblicitario e più comunicativo, l’altro è più rivolto al tema ambientale.

Lavorate su tematiche vostre o andate, diciamo, a richiesta?

Carlo: Noi cerchiamo sempre di mantenere un percorso, poi chiaramente non si può rifiutare tutto, ci sono delle applicazioni che sono stimolanti, secondo me. Anche dietro un prodotto pubblicitario, infatti, ci sono studi;  il tappetone di lattine, ad esempio, è fatto usando dei sistemi parametrici. Una cosa molto interessante.

È la prima esperienza a Paratissima?

Carlo: Come associazione si, individualmente penso che qualcuno abbia già esposto.

Come sta andando? Ripetereste l’esperienza?

Gian Maria: Ci stiamo trovando bene. Ora, non ci abbiamo ancora pensato bene perché è tutto molto fresco, ma la nostra intenzione è quella di rispondere sempre a delle richieste specifiche, non quella di proporci direttamente noi.  L’idea futura, infatti, non sarà quella di presentarci come artisti con uno stand per Paratissima ma se c’è qualcuno che richiede la nostra attività…

Veronica: Paratissima infatti è per noi quasi come un trampolino di lancio; da quando siamo qua, ci hanno già contattato per una serie di altre installazioni altrove.  Adesso, però, magari non ne parliamo…

Ma noi vi volevamo giusto chiedere dei vostri progetti futuri!

Carlo: Beh, possiamo dirvi che tra pochissimo, dal 21 novembre al 1 dicembre, alla Camera di Commercio di Torino ci sarà una piccola esposizione con tre artisti. Pierluigi Pusole, sarà l’artista di punta, poi ci sarà l’associazione FarWaste e il collettivo Plinto ad accompagnare le sue installazioni con altri lavori. In quest’occasione faremo sempre qualcosa legato al tema del riuso, più vicino alle tematiche che il gruppo vorrebbe portare avanti.

Gian Maria: Oltre a questo, ora l’idea principale, a mio avviso, è quella di ramificare un po’ i nostri rapporti con le altre associazioni, enti o persone cercando di creare una mappa, una rete. L’obbiettivo è quello di rientrare sempre in questo tipo di collaborazioni, come se fosse una rete di no profit, quindi uno scambio: capire cosa potete fare voi per noi e noi per voi.

Una domanda un po’ provocatoria: perché venire a vedere il vostro lavoro?

Gian Maria: Secondo me perché ci sono diversi punti di vista da cui guardarlo: un architetto potrebbe vederlo solo da un punto di vista tecnologico o parametrico della struttura, qualcun altro potrebbe notare come sono state impostate le lattine ecc.. e poi, beh, la nostra installazione ha in sé un carattere… impattante!

Carlo: Poi c’è anche l’attrazione del gigantismo: la grande scala invoglia a vedere cos’è. In più noi cerchiamo sempre di fare qualcosa che.. non so, che da lontano non capisci bene cos’è, non è chiarissimo, ma che ti invoglia ad andare a vedere! Poi è anche vero che… non può piacere a tutti! Anzi, se non piace a qualcuno ben venga, la critica è utile anche per quello!

Infatti! Di sicuro, comunque, non siete passati inosservati.

Veronica: è stato un lavoro in continua evoluzione: all’inizio pensavamo solo ad un lattinone, che poi in effetti sarebbe stato un grande totem fine a se stesso e che si poteva guardare solo da fuori.  Poi però, abbiamo voluto creare un input in più, concretizzato nel tappetone che passa da dentro a fuori attirando la gente in un percorso che diventa la “musealizzazione” della MoleCola e quindi invogliandola a vedere cosa succede poi dentro!

Ancora una curiosità: vi sentite più architetti o artisti?

Veronica: Dietro un progetto ci sta l’architettura, la creatività e l’arte. Anche perché per arrivare all’attuale progetto il ragionamento è stato sicuramente lungo e macchinoso; abbiamo tirato fuori quella forma da una serie di confronti e sguardi. Poi è anche interessante secondo me il fatto di aver curato tutto il ciclo che va dalla progettazione alla realizzazione, che significa anche la scelta dei materiali e il rispettare un budget. In progetti come questi ci sono sempre dei vincoli, vincoli che ogni volta rappresentano per noi una bella sfida.

In breve, quindi: soddisfatti?

Veronica/Carlo/Gian Maria: Direi proprio di si!!

Foto by Stray Art




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