Pier Franco Brandimarte vince il Premio Calvino 2014


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Il vincitore del Premio Calvino 2014 Pier Franco Brandimarte

Si è svolta ieri presso il Circolo dei Lettori di Torino l’attesissima cerimonia finale del Premio Calvino per autori esordienti. Nove i testi selezionati dalla giuria che quest’anno ha incluso Concita de Gregorio (purtroppo non presente alla premiazione per altri impegni), Tommaso Pincio, Paolo di Paolo, Antonia Arslan e Barbara Lanati, di generi variegati e differenti tra loro, come è stato fatto notare in sala e come il pubblico ha potuto assaporare dalle brevi letture che hanno accompagnato la presentazione di ciascun finalista.

Sul podio finale tre trentenni: il premiato Pier Franco Brandimarte con il suo testo sospeso tra storia dell’arte e narrativa “L’Amalassunta” dedicato alla figura dimenticata del pittore Osvaldo Licini, i menzionati Simone Giorgi con “L’ultima famiglia felice” e Francesco di Salvia con “La circostanza”.

Entusiasta il parere dell’intera giuria sull’opera vincitrice, così commentata: “un testo in elegante e acrobatico equilibrio tra finzione e saggio, per l’abilità e l’originalità dimostrate nel ricostruire, secondo molteplici registri narrativi e con scrittura impeccabile e compatta, la vicenda umana e artistica del pittore Osvaldo Licini compenetrandola, in studiata sinergia, con la vicenda esistenziale del narratore, e per l’ardimento mostrato nel raccontare una storia “ai margini” che ci interroga sulla precarietà della memoria e sulla misteriosa eclissi degli individui dalla storia collettiva”. Ad animare la consegna dell’assegno al neo vincitore Pier Franco Brandimarte, il regalo da parte di Tommaso Pincio, artista e gallerista oltre che scrittore, di un falso Licini acquistato in tempi non sospetti presso un rigattiere romano, coincidenza bizzarra se sommata al fatto che la stessa Arslan ha confessato di essere lontanamente imparentata con Giuseppe Marchiori, il critico d’arte protagonista del manoscritto vincitore, figura realmente esistita insieme a quella di Licini. “Un romanzo visionario – così ha definito “L’Amalassunta” la Arslan – sia perché parla di un pittore sia per il modo in cui è condotta la narrazione”- L’autrice de “La masseria delle allodole” non ha dimenticato di evidenziare l’autoeducazione fruttuosa del giovane scrittore vincitore, che con umiltà ha messo le proprie ricerche a servizio della scrittura e il proprio lavoro a servizio della storia, vedendola nel suo essere, nel suo crearsi, con un atteggiamento che fa onore a ogni grande scrittore.

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La giuria della 27° edizione del Premio Calvino

Commenti positivi anche sul comitato di lettura del Calvino, che ha svolto nei mesi precedenti alla premiazione l’importante lavoro di scrematura della mole di manoscritti giunti al premio per permettere così alla giuria finale di concentrarsi e lavorare al meglio su una ristretta cerchia di opere meritevoli di attenzione e dell’analisi incrociata di più menti.

E mentre gli editori si contendono i finalisti di questa 27esima edizione appena conclusa, attendiamo il mese di giugno, quando si aprirà il bando per l’edizione 2015. La caccia ai talenti letterari non si ferma!

Per leggere le schede dei testi finalisti e premiati, vi rimandiamo al sito del Premio Calvino.




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