New York si tinge di Banksy


Direttamente dalla Gran Bretagna è giunto nella grande mela uno degli street artist più innovativi di questi ultimi anni: Banksy. Di lui si sa ben poco, la sua storia rimane avvolta nel mistero, sono le opere a raccontarlo e a segnalare la sua presenza, egli si intrufola nei musei e colloca i suoi lavori a fianco di altri più famosi, spesso sono identici fatta eccezione per alcuni particolari che li rendono suoi e completamente anacronistici rispetto al periodo storico dell’opera. 

banksy_palloncino

Dopo aver riempito Londra con i suoi celebri topi (Rat, che è anche anagramma di art!), Banksy ha scelto di ridipingere New York e di decorarla con le sue opere, per tutto il mese di ottobre infatti realizzerà una serie di lavori lungo le strade della grande mela e ha scelto di intitolare il progetto: Better Out Than It. Non pago di questo tentativo di “impossessarsi” delle più celebri strade del pianeta, l’artista ha anche cercato di organizzare una vendita delle sue opere per testare quale sia la sua fama. 

Un video, pubblicato sul suo sito, racconta l’esperienza che purtroppo non ha avuto grandi risultati; sono poche infatti le opere acquistate dalla gente che passava a Central Park, Banksy si è affidato all’occhio del pubblico, per vedere quanti avrebbero riconosciuto la sua mano. Infatti non è stato esposto alcun cartello a dichiarare la paternità dei lavori che erano tutti senza firma. 

Un artista del valore di 200.000 dollari ha incassato soltanto 420 dollari e c’è anche chi ha chiesto uno sconto sul prezzo del quadro. Evidentemente la firma aumenta il valore dell’opera non solo nel campo della moda e del design!

Ma quali sono le opere più interessanti che l’artista ha realizzato fino ad oggi nella grande mela?

Resterà sicuramente nella storia della street art il carro di agnelli: “Sirens of the Lamb” che girando per le vie della città passerà davanti ai macellai e emetterà il fastidioso suono degli agnelli che vengono condotti al macello, un camion carico di pupazzi di animali di vario genere. Poi ancora un palloncino a forma di cuore dipinto su un muro, o un castoro a fianco di un cartello stradale poggiato a terra, camion e automobili ridipinti con paesaggi e animali che hanno poco a che fare con la città, ma che si amalgamano perfettamente con il contesto, stupendo lo spettatore e obbligandolo a sostare di fronte a essi. sirens of the lamb

Banksy vuole incuriosire il passante, coinvolgerlo nella sua opera, infastidirlo, urtarlo e lo fa agendo nell’oscurità, come un agente segreto, ma lasciando dietro di sè le briciole di Pollicino. Sotto a ogni opera d’arte è presente infatti un numero di telefono. I passanti possono comporlo e gratuitamente ascolteranno la spiegazione dell’opera che stanno guardando. Sono innumerevoli poi gli hashtag nati su twitter – quello ufficiale è #banksyny – che vengono associati alle foto scattate dal pubblico newyorkese, lo stesso artista racconta tutto il suo operato su questo social e sul suo sito. E tra un tweet e un retweet le opere di Bansky esposte a New York arrivano volontariamente o involontariamente nelle nostre case. 

Per usare un’espressione un po’ demodè: “Non esistono più gli street artists di una volta!” ora anche questi puntano sul marketing virale!

Fonte delle foto: sito dell’artista




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