Musica, foto, video e un pizzico di Liguria. Intervista con Silvia Tornini dei “Cromalina”


Silvia Starnini è l’anima dei Cromalina, un progetto che ad Artintime è piaciuto da subito. Perché parte con la musica d’autore, si fonde con l’arte, la fotografia in particolare, da cui deriva anche il nome Cromalina, che fa riferimento a una scala cromatica, e con i video, per ritornare poi alla musica. Ed è nella piazza che accoglie il Reset Festival 2013 che li abbiamo ascoltati, e poi intervistati. Il loro progetto è giovane, parte nel 2011 in occasione di Paratissima e approda ad un disco uscito quest’anno, “Non ci sono le parole”, completamente gratuito e scaricabile dal loro sito www.cromalina.it, perché, ci spiega Silvia, “non abbiamo fini di lucro e ci piace esibirci live, scegliendo le occasioni con attenzione”. Oltre a lei, genovese trasferita a Torino, fanno parte del progetto Giovanni Pennone e “I Bertanz”, Alessandro Bertan e Alessandra Ferrua.

Ma torniamo un attimo indietro, alla fondatrice del gruppo e alla sua musica d’autore. Silvia, nei tuoi testi c’è tanta Liguria, citi perfino Montale! Come nasce questo amore, come finisce nelle canzoni?

Io sono un po’ lenta a scrivere, non è strano che sta sera abbia finito una canzone che si intitola “Il treno” che racconta tutto il pendolarismo che ho fatto finché non mi sono radicata un po’ più qui a Torino. Ci metto molto a scrivere un pezzo: ho famiglia, lavoro… Quando lo finisco è relativo a un periodo passato, quindi è normale che adesso abbia ancora dei pezzi sulla Liguria, anche perché poi qualcosa dentro ti resta. E non trascuriamo l’effetto distanza! Quando sei distante tutto ti sembra più bello: quando qua è fresco io immagino tutti in Liguria ancora con un cocktail in mano. La canzone dove riprendo i Limoni di Montale l’avevo ricercata perché scritta per un festival che si svolge ad Albenga, “Le Aromatiche”, infatti nella canzone ci sono basilico, rosmarino, alloro e anche Montale. La Liguria poi viene su di suo, come vengono fuori nelle canzoni le cose che hai dentro.

Sei partita con i Madness di Savona, compagnia teatrale…

Il gruppo teatrale Madness era una compagnia amatoriale con delle buone idee, e gestita da una regista, Daniela Ballestra, molto talentuosa. Avevano delle cose molto belle e io che nel frattempo lavoravo a Torino e tornavo per le prove a Genova, facevo anche delle variazioni sui testi di Daniela a Savona, per non farmi mancare niente, ma è stata un’esperienza molto bella. Però io nasco in duo acustico con un amico a Genova, poi siamo diventi una band di nome Radionova che ha girato una quindicina di anni a Genova. Finché mi sono trasferita e ho cercato altro, ma prima di trovare qualcosa che mi rappresentasse così tanto come quello che faccio con loro qui, non avevo trovato nulla, e sono passati 15 anni!

Come nascono i vostri testi?

Raccontiamo molto di noi, ma spesso inconsapevolmente, spesso i pezzi sono scritti da me, altri li ha scritti Giovanni e vengono fuori non scrivendo come mestiere, che è una cosa brutta ma è anche un lusso, perché non devi fare cose quando gli altri lo vogliono e allora scrivi davvero quello che ti viene. Il bello di suonare insieme a loro è che le cose ti vengono fuori come ce le hai in testa, perché quando ti immagini le cose te le immagini già con una base dietro, ecco, loro sono una buona approssimazione dell’arrangiamento che ho in testa.

Le vostre prospettive?

Divertirci e trovare situazioni belle in cui suonare e farci conoscere, farci accettare per questa realtà che siamo. Non abbiamo mai provato a bussare troppo alle porte perché lavoriamo, siamo un po’ restii a muoverci!

Cosa consigli ai musicisti emergenti?

Suonate, esprimetevi e non inseguite per forza qualcosa che vi sembra arriverà solo con il successo. Al di là di dove arrivi, per me la musica è fondamentale perché è una cosa che non mi lascia mai sola, e questo vale oltre che per me anche per tutti coloro che la ascoltano e che hanno quella cosina in più che non è solo il sentire una cosa che passa e andarsela a cercare. Non ti lascia mai, questa è la ricchezza ed è una roba impagabile!

 




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