Davide Zilli


Immaginate di scoprire che il vostro professore di italiano in realtà ha una doppia vita. Immaginate che la sera si sieda lì, al suo piano, nel suo appartamento in condivisione e componga canzoni. Immaginate, a questo punto, che dopo anni di esibizioni, concerti e un EP autoprodotto, decida di pubblicare il suo primo album, “Coinquilini”. Ebbene, questa è la storia di Davide Zilli, coinquilino, insegnante, ma soprattutto musicista dal talento ancora tutto da scoprire. Andiamo con ordine. Dopo un diploma al Conservatorio di Milano, si lascia tentare dalle sonorità jazz, lavorando con Roberto Cipelli (Paolo Fresu Quartet) e, nel 2003, suona nello spettacolo Reload al MEI di Faenza sotto lo sguardo attento di Alberto Cottica dei Modena City Ramblers e di Cristina Donà. La partecipazione a numerosi concorsi prosegue di pari passo con la sua attività di musicista classico tanto che insieme al gruppo dell’Eos Ensemble mette in piedi uno spettacolo ricco di musica e teatro dedicato al maestro Ennio Morricone. Nel 2010 esce quasi in sordina “Coinquilini”, pubblicato da Enovisioni e prodotto dal dj Bob Alessi (disponibile solo su iTunes o durante le performances); in questo primo album, composto da sette brani cantati e uno strumentale, si assapora quella particolare miscela di pop e jazz che rende l’artista di Crema così originale nel panorama musicale nostrano. Al centro di tutto uno sguardo ironico, seppur solidale, alla generazione della precarietà (non solo lavorativa) vista con i suoi piccoli drammi e i suoi grandi sogni, passando sarcastici e sornioni per i noti luoghi comuni. Nella carrellata dei brani incontriamo allora il mondo estraniante e forzatamente alla moda di ”Funny Milano”, la vita e gli incontri del pendolare di ”Nel vagone meno affollato”, lo scontro con la realtà di ”Jazzabestia” e l’immobilità eclatante di ”Provinciopoli blues”. Allo stesso modo partendo da basi di jazz morbide e leggere, con il dipanarsi dei personaggi e nello scorrere delle tracce, si assiste a improvvisi cambi di stile, arrivando a briosi tratti da bossanova brasiliana. Si può dire, quindi, che si tratta di un primo lavoro dagli impeccabili arrangiamenti e dai testi pensati e gustosissimi, che, in fondo, parlano un po’ di tutti noi. Interessantissimo, infine, il brano che dà il titolo all’intero album: ”Coinquilini”. Un frizzante spaccato di una situazione sempre più diffusa tra i giovani d’oggi, che mette in stretto contatto persone sconosciute costrette a condividere un tetto, ma non necessariamente un’amicizia. Ennesima situazione in bilico; “Non confondere l’affitto con l’affetto, siamo uniti per pagare la bolletta, siamo nomadi di tutti i condomini, siamo clandestini.” Rapido, orecchiabile e avventuroso; un po’ fa sorridere e un po’ fa riflettere, in linea perfetta con il migliore cantautorato italiano. Enjoy!

Angelica Magliocchetti




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *