La parola si fa immagine e racconta


Schermata 2013-04-25 a 16.01.14Il cinema racconta attraverso le immagini, questo è il concetto base della settima arte e questo è quello che ritroviamo ogni volta che guardiamo un film o un cortometraggio. Questo però non è ciò che accade in “The Symptoms Of His Madness Were As Follows” di Sheryl Jenkins.

In questo brevissimo cortometraggio sono infatti le parole a divenire protagoniste: raccontano, vengono fotografate e attraverso la stop motion si muovono, si ingrandiscono, si rimpiccioliscono, affollano il foglio oppure lo lasciano vuoto. Segni neri su un foglio bianco che si muove nello spazio, cammina e con lui e su di lui scorrono le parole, si sovrappongono e soprattutto narrano.

La storia che ispira questo cortometraggio e che è riportata interamente in esso, è stata scritta da Roger Morris, scrittore inglese, o come si definisce lui “another bloody crime writer”, un altro scrittore di crimini sanguinari. “The Symptoms Of His Madness Were As Follows” non narra direttamente di un crimine sanguinario, non ci sono nomi di personaggi, si parla di un uomo e di una donna, lui si innamora di lei e questa infatuazione diviene un’ossessione,

Gradualmente, man mano che si avanza nella narrazione di “The Symptoms Of His Madness Were As Follows”, gli sfondi si alternano: pietre, legno, cartone, piastrelle, cemento, mattoni le parole cambiano forma, diventano grandi, i caratteri perdono la loro linearità, le parole seguono il dramma incalzante della storia accompagnate da una musica che lo enfatizza, escono dagli spazi prestabiliti, prendono il sopravvento e aggrediscono la vista dello spettatore. Quello che la regista ha voluto rappresentare attraverso queste scelte stilistiche è proprio la follia che viene raccontata nella storia: si cerca di esplorare il suo andamento, le varie schizofrenie e quanto essa possa diventare distruttiva per chi ne è affetto.

Non sono le immagini a colpire, non ci sono volti, in “The Symptoms Of His Madness Were As Follows” la parola diviene immagine, si piega al suo servizio, diviene personaggio, vive quello che di fatto significa. È animazione, “personaggio” di un cartone animato, prende vita e dà vita alla storia, esprime le sue caratteristiche in base allo spessore, allo stile, alla forma.

La storia di Roger Morris, “The Symptoms Of His Madness Were As Follows”, è divenuta immagine, in un modo diverso da quello che siamo abituati a vedere al cinema, ma riesce ugualmente a colpire lo spettatore e a portarlo, entro la fine della visione, a percepire il vero dramma della storia. La musica stessa nel finale colpisce e termina con un suono costituito da una sola nota, è un’interruzione, la musica prende il posto delle parole e il foglio svanisce, finisce nel nero. L’uomo avrà ucciso la donna? La risposta è ovvia.

Francesca Cerutti




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