Meseum: l’arte di dar voce all’arte


Avete mai pensato a un mondo in cui l’arte fosse la vera protagonista delle nostre vite? Basterebbe saperle assegnare il giusto peso e si potrebbe ottenere qualcosa di bello sia per chi la crea sia per chi la ama. Un meccanismo perfetto che potrebbe portarci a vivere esperienze uniche, magari all’interno di uno spazio o contesto museale. E se ci fosse una startup per tutto questo? Ho avuto l’occasione di intervistare Luca Scarcella di Meseum. Scopriamo qualcosa in più sul suo progetto!

meseumLuca, ti va di presentarti ai nostri lettori?

26 anni, canavesano a Torino, da due anni, dove vivo col mio Labrador di nome Boh. Pianista e compositore, prima di tutto, poi comunicatore, startupper e studente (ancora per poco). A settembre mi laureerò della magistrale di Comunicazione Pubblica e Politica, dopo la triennale di Scienze Politiche. Lavoro nel campo della comunicazione, on line e off line, come libero professionista dal dicembre 2014. In I3P (incubatore del Politecnico di Torino) con Meseum (programma Treatabit per startup digitali) da fine marzo di quest’anno.

Come e quando è nata l’idea di Meseum?

Il flusso delle idee per me è continuo, un po’ come l’energia: non le creo e non le distruggo. Ci sono episodi che fanno scattare delle scintille all’interno di quel flusso, da cui scaturiscono progetti come Meseum. E la scintilla è stata una lezione di City Marketing all’Università: rivalorizzare gli spazi museali per aumentare i fatturati attirando nuovi clienti. Da lì ho iniziato a fare un bel po’ di ricerche, leggendone soprattutto di anglosassoni e americane. Ho iniziato a elaborare alcune soluzioni e… ho presentato Meseum in I3P.

Ci spieghi come funziona?

Meseum è un’opportunità, che viene guardata da tre punti di vista differenti, ma con lo stesso comun denominatore: l’arte. I tre punti di vista sono: art place, cioè luoghi d’arte e cultura civici (come i classici musei) e tutti gli esercizi commerciali che abbiano spazio per ospitare mostre e gallerie; artist, il profilo pensato per gli artisti di arti figurative (tutta l’arte in grado di essere mostrata attraverso un’immagine); art lover, cioè amanti dell’arte e visitatori, più o meno abituali, di luoghi d’arte. Su Meseum gli artisti possono trovare la propria audience in modo semplice e intuitivo, farsi votare dagli art lovers per raggiungere così un buon livello di rating e aver la possibilità di portare offline le proprie opere, organizzando mostre e gallerie con gli art place. Sulla piattaforma, artist e art place si accorderanno per il cachet, e potranno anche decidere se creare un biglietto ad hoc per l’evento. Gli artisti potranno essere scelti direttamente dagli art places, oppure suggeriti a quest’ultimi dagli art lovers.

Da dove nasce la scelta del nome Meseum?

Meseum è la crasi tra le due parole inglesi “me” e “museum”: ognuno di noi, sulla piattaforma, può diventare un museo, una galleria d’arte.

A chi è rivolto il servizio? Gli utenti cosa possono trovare sul sito e perché dovrebbero utilizzarlo?

Meseum crea una zona “win win”, dove tutti i profili saranno soddisfatti grazie all’interazione che verrà creata. I luoghi d’arte civici e gli esercizi privati otterranno un incremento della propria clientela, e quindi del fatturato, aumentando la propria brand awerness e mantenendo un’immagine dinamica e aperta all’innovazione. Gli artisti aumenteranno la propria audience, raggiungendo un pubblico realmente interessato, ma soprattutto avranno occasioni di lavoro reali, portando la propria arte offline, in mostre e gallerie: immaginate la meraviglia di un accordo tra un importante museo e un giovanissimo talento di provincia… su Meseum potrà accadere! Gli amanti dell’arte miglioreranno la qualità delle proprie esperienze di visita, votando e commentando i luoghi d’arte, e potranno consigliare loro migliorie o proporre artisti ed eventi, e se una loro proposta sarà accolta diventeranno i primi promotori dell’evento, seguendone la realizzazione passo dopo passo.

Esiste anche un’applicazione mobile?

La prima release dell’ app mobile, per tutti e tre i sistemi operativi (Android, iOS e Windows Phone) sarà disponibile entro la fine di luglio, per poi essere completata in ogni aspetto entro fine anno. In parallelo verrà sviluppato anche il portale web, con le stesse funzionalità.

Quali sono i prossimi step del progetto?

Incrementare il team con giovani eclettici, trovare business angels interessati al progetto, e accordarsi il prima possibile col settore pubblico per ottenere una partnership fruttuosa e duratura.

Scegli tre aggettivi per descrivere Meseum.

Permettimi tre sostantivi: colore, opportunità, Italia. Ma ti do anche gli aggettivi: ambizioso, fresco, sincero.

Che obiettivi hai per il tuo futuro e quello di Meseum?

Per Meseum, l’obiettivo che mi sono posto è quello di riuscire a cambiare la mentalità di come vengono pensati gli spazi museali e portare alla luce nuovi talenti, quindi la volontà di rendere Meseum una realtà. Il sogno sarebbe quello di portare Meseum ovunque, e avere l’headquarter nella città di Ivrea, alla quale sono particolarmente legato. Per me, l’obiettivo è quello di continuare a lavorare ogni giorno su me stesso e sul mondo che mi circonda. Non ho certezze nella vita, se non quella che faticare, ma faticare per davvero, alla fine paga.

Oltre al sito web, dove è possibile trovare gli aggiornamenti di Meseum?

Oltre al sito , puoi trovarci su Facebook, Instagram e Twitter.

Grazie!

Grazie a te e ad Art In Time!



Nella vita sono quella che scrive, viaggia, gestisce le paranoie e i social network.


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