MDLSX: al di là dei generi


MDLSX © Ilenia Caleo 3 “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…”, canta una piccola bambina con un caschetto biondo alla Giovanna d’Arco. La scritta MDLSX campeggia accanto alla proiezione in un cerchio.

Forse si potrebbe iniziare proprio dal titolo, criptico e insieme icastico: MDLSX è l’abbreviazione di Middle Sex, che viene reso come fosse un codice fiscale, Non è questo un codice fiscale qualunque, ma il codice fiscale che l’artista Silvia Calderoni ha scelto per definire la sua identità.

Con il leit-motiv di una playlist musicale, si intrecciano le vicende private della Calderoni e i brani tratti da diversi romanzi che affrontano il tema dei gender, dei generi sessuali e dell’ermafroditismo – da Gender Trouble a Undoing Gender, da Judith Butler a Donna Haraway. Cal e Calliope. personaggio del romanzo di Jeffrey Eugenides, si ricorrono tra note e parole, luci e ombre, gioia e dolore, coscienza e stordimento.

MDLSX © Ilenia Caleo 7E’ difficile trovare parole che possano descrivere il viaggio che Silvia Calderoni mette in scena: un viaggio alla ricerca di se stessa e della sua identità, a ritroso nella sua infanzia e adolescenza, alla ricerca di ricordi, sensazioni e sentimenti, immagini e parole, voci e silenzi. Il corpo dell’attrice si offre letteralmente nudo, in tutta la sua magrezza, forza e potenza.

Non è possibile rimanere indifferenti ad una performance simile che travolge e trascina in un vortice di emozioni, perlopiù contrasti, che si vivono a volte nell’arco di qualche secondo: dall’ironia sottile che provoca il riso, al dolore atroce che colpisce allo stomaco. Vicende personali e letterarie creano un insieme indefinito e indefinibile di passione -intenso nel senso greco del termine, di pathos – ed erotismo.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *