Lettera aperta a Jack Nicholson


Dear Jack,

Ti scrivo in italiano dandoti del tu, se non è un problema, così mi semplifico un po’ la vita.
Ho appena letto una tua intervista in cui dichiari di vivere nel terrore di morire da solo, perché sei pressoché certo che finirai così. Che passi le tue giornate in casa, qualche partita a golf, televisione, fai una vita da pensionato di lusso, in solitudine.
Ti confesso che mi hai lasciato parecchio amaro in bocca e ho pensato di scriverti questa breve lettera, da tuo grandissimo fan. Spero non ti dia fastidio e ti tiri un po’ su il morale.

joker2Hai veramente paura, Jack? Ma come? Un uomo come te, che ha sempre vissuto ai mille all’ora, senza mai fermarsi, ha veramente un pensiero così cupo e triste? Dai Jack, ripensa un attimo a tutti i tuoi personaggi. Jack Napier/Joker, lo schizofrenico nemico di Batman, lo spietato colonnello Natan Jesseph di “Codice d’onore“, il folle Randle Patrick McMurphy di “Qualcuno volò sul nido del cuculo“, l’inquietante Jack Torrance di “Shining” – e potrei andare avanti ancora –,cosa direbbero di te? Pensi che loro avrebbero mai avuto paura di rimanere soli? Loro, con la loro crudezza d’animo, la loro spietatezza, il loro cinismo. Paura? Ma quale paura Jack, dai!

Mi dirai, non tutti i personaggi che hai fatto sono come quelli che ti ho appena elencato. Hai ragione. In quest’ultima parte di carriera ti sei cimentato in ruoli molto più malinconici e riflessivi. Tormentati in egual misura ma certamente meno crudi e più sensibili. Mi viene in mente Warren Schmidt di “About Schmidt“, che vive intensamente la solitudine dopo la morte della moglie, Melvin Udall di “Qualcosa è cambiato“, che si ammala d’amore, un sentimento che gli era totalmente sconosciuto al di fuori dei suoi romanzi, Harry Sanborn e Edward Cole – “Tutto può succedere” e “Non è mai troppo tardi” -, che pensionano per diversi motivi i ruoli da playboy incalliti per godersi la tranquillità di una famiglia mai cercata nella vita.

Vuoi dirmi che senti di doverti ispirare a loro, Jack? Che senti di doverti fermare per la prima volta nella vita, guardarti intorno e trovare finalmente un equilibrio?
Non ci avevo mai pensato. Che tu abbia davvero bisogno di questo? Che la tua vita realmente te lo chieda?

Jack-Nicholson-7Jack, sai perché sei da sempre il mio attore preferito? Non è solo per il tuo incredibile, incommensurabile talento, perché hai sempre donato ai tuoi personaggi un’anima come in pochi sanno fare, perché mi sono sempre piaciuti i cattivi, e tu me ne hai regalati davvero di indimenticabili, non è solo per questi validissimi motivi. Ma è anche perché tu come forse nessun altro, hai saputo davvero valorizzare il tuo lavoro. Non ti sei mai lanciato in un progetto “comodo”, solo perché magari era semplice e portava un po’ di soldi in più. Anche adesso che ormai la tua fama ti precede, scegli i tuoi film con enorme cura, li scegli solo se ti convincono appieno. Ed è per questo che anche il filone delle commedie che hai scelto di percorrere in quest’ultima parte di carriera, come tutti i tuoi coetanei hanno fatto, comprende però sempre commedie intelligenti, raffinate e ben scritte. Ed è per questo che, purtroppo, sono ormai cinque anni che non lavori più. Perché a te fare un film tanto per farlo non è mai piaciuto.
Ti dico tutto questo perché credo di aver capito che la tua cura maniacale nei dettagli, questa ricerca costante di perfezione e professionalità estrema, ti abbiano assorbito talmente che, per evitare di impazzire come la tua Wendy Shelley Duvall sul set di “Shining”, che non ha resistito alla pressione di un ruolo del genere come apparentemente hai fatto tu, hai cercato di difenderti facendo quello che ti riesce meglio, goderti la vita: donne, belle macchine, ville mozzafiato e sigari cubani.
Questa è stata la tua vita, Jack. Forse adesso ti fai condizionare dai tuoi ultimi personaggi, quelli che hanno cercato una tranquilla oasi famigliare, ma io ho l’impressione che fondamentalmente non lo vuoi fino in fondo, che non saresti più tu. Jack Nicholson è e rimarrà sempre questo. Il suo talento dipenderà sempre da questo. E’ un compromesso che ti è valso il successo che hai avuto, non puoi rinnegarlo proprio adesso con questi pensieri. Se volessi una donna che ti tenga compagnia per gli ultimi anni, una donna che ti ami, la troveresti in un attimo, sei Jack Nicholson per la miseria!
Ma tu non la vuoi. Fondamentalmente tu vuoi rimanere quello che sei sempre stato.
Un po’ di paura è normale, fisiologica, fa parte della natura e del consueto svolgimento della vita.
Ma tornando a fare un film che ti appassioni, tornando un po’ sulla cresta dell’onda, vedrai che questa paura verrà spazzata via in un batter d’occhio. Perché la tua forza d’animo è enorme, altrimenti non avresti resistito tutto questo tempo, con la precarietà cui l’anima è condannata da un mestiere come il tuo, dal quale alcuni tuoi colleghi sono stati tragicamente travolti.

Ma tu no! E non morirai solo, Jack. Chi dona emozioni non muore da solo. Chi regala tutto se stesso durante la propria vita non muore solo. L’affetto nei tuoi confronti, verso colui che ci ha consentito di conoscere personaggi immensi e indimenticabili, non morirà mai. Siamo tutti qui ad aspettarti, ad aspettare un tuo prossimo viaggio, che ancora una volta ci consenta di palpitare, sorridere, emozionarci e sognare. Non ci deludere, Jack. Spazza via questi pensieri e ricomincia a correre, come solo tu sai fare. Noi siamo pronti ad accoglierti a braccia aperte.

Con profonda stima,

Matteo, un tuo grande fan




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