L’esordio degli Adam Smith – un’intervista a quattro mani a Marco Salvai


Li abbiamo incontrati al Lime Festival ad Alassio, li abbiamo ritrovati in giro per Torino e, poco tempo dopo, abbiamo scoperto dell’uscita del loro primo lavoro. A questo punto,, non potevamo lasciarceli scappare!Li troverete sul nostro numero di novembre, ma nell’attesa, se vi va di scoprirli un più da vicino eccovi l’intervista; la parola agli Adam Smith!


Ciao!Sarei contento di sapere che abbiamo una marea di curiosità da chiederti!Partiamo con ordine: chi siete e com’è nata la vostra band?

Marco (voce e chitarra): Ciao!Noi siamo gli Adam Smith e nasciamo nel 2010, prendendo ispirazione dal rock inglese e americano.. e da un viaggio a Londra. E’ li che abbiamo scelto il nome, prendendo spunto da un cartello visto in giro: ci piaceva com’era scritto e ci piaceva come suonava. Non volevamo riferirci all’Adam Smith filosofo ed economo, ma cercavamo un nome che fosse tipicamente inglese.

“Normale. Banale. Maiale.” è il vostro primo lavoro: come nasce? Come mai la scelta di questo titolo?

Marco: Nel 2011, dopo vari live, siamo entrati nello studio Transeuropa a Torino e abbiamo cominciato la pre-produzione del nostro album. C’è voluto un anno e mezzo ma ora finalmente è uscito, l’8 ottobre, “Normale. Banale. Maiale.” Il titolo nasce dalla seconda traccia del lavoro, “Maiale”; quando è stata scritta era infatti un periodo dove i personaggi a noi ben noti della politica e il loro atteggiamento nei confronti della società erano inammissibili. Il ritornello infatti segue proprio la progressione Normale, Banale, Maiale, per far capire che in fondo non sono nulla di che, che possiamo anche combatterli, ribellarci.


Come nascono il vostro sound e le vostre canzoni?

Marco: Nasce tutto da una grande amicizia tra me e il bassista (Anselmo Cane), che suoniamo insieme praticamente.. dalle medie! Abbiamo questo storia musicale in comune, tutti questi spunti di canzoni che negli anni abbiamo lasciato un po’ li, fino a quando un giorno non ci siam guardati in faccia e abbiamo visto che avevamo tantissimo materiale da parte. Canzoni immediate, della durata di due minuti non di più, come ad esempio “LoverNotLoser” che è una ripetizione su una parte blues. Da lì abbiamo deciso di fare un rock inedito, un rock in italiano: semplice, deciso, con messaggi molto forti.

Le canzoni, quindi, nascono insieme, curando molto il testo. Nella realizzazione dell’album infatti ci siamo confrontati con un ambiente molto professionistico, dove bisognava capire il perché di alcune scelte che a volte non coincidevano con le nostre idee. Noi abbiamo cercato di imparare il più possibile da questa esperienza e.. speriamo di avercela fatta!


Collaborazioni: se poteste con chi?

Marco: Ehh.. inizia a prendere carta e penna! Guarda, noi nasciamo come progetto dal rock inglese, quindi ti sparerei subito, così, i Rolling Stones! Perché non c’è niente da fare, finché ci sono loro dobbiamo continuare ad ascoltarli e ad imparare: sul palco danno ancora moltissimo! Ci sono però anche nuovi gruppi come gli Arcade Fire, che mi piacciono tantissimo, i Placebo..

Paratissima, il Lime Festival e molti metroshow.. il vostro habitat sembra essere il live: è così?

Marco: Si, anche la scelta di essere in tre, quindi un gruppo molto flessibile, che ti porta a suonare di più, punta lì. Quel palco è quello che ti dà la credibilità. Abbiamo creato anche un progetto parallelo per le esibizioni live, la ‘Adam acoustic band’ io la chiamo così, che si avvale anche di altri due strumenti: un violino e una cassa cajòn. Non abbiamo voluto fare l’acustico semplicemente con la chitarra acustica, come fanno, anche molto bene, alcuni cantautori, noi no, noi avevamo bisogno di qualcosa di più denso, di più colorato.

Prossimi progetti?

Marco: Facciamo un mini tour che ci porterà prima a Napoli e poi ad Aprilia, per poi tornare in zona Torino.
Nel nostro album abbiamo collaborato per alcuni pezzi con un’artista del nostro booking (dell’agenzia Booking BooM); lei è una cantante molto brava che si chiama La Kali, ecco, sicuramente continueremo a collaborare anche con lei. Il prossimo passo nell’immediato, però, è lavorare al video di “Maiale” (traccia che aveva anticipato l’album), in uscita a gennaio.

Una frase per i nostri lettori: perché venire a sentirvi?

Marco: Noi siamo una band molto semplice, che suona e basta. Se vi basta, noi facciamo questo!

Non vi resta che ascoltarli!

realizzata a quattro mani con Alessandra Chiappori

Guarda il video degli Adam Smith su youtube

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