L’ENTUSIASMO DELLA PRIMA VOLTA – UN’INTERVISTA CON LUCA LASTILLA



È uno normale, Luca Lastilla. Uno che di giorno lavora in un ristorante e la sera, nonostante la stanchezza, imbraccia una chitarra e si mette a fare musica. E ogni volta lo fa con quell’entusiasmo genuino e puro di chi sperimenta una cosa per la prima volta. Noi di ArtInTime lo abbiamo intervistato all’alba dell’uscita del suo nuovo EP, prodotto grazie alla collaborazione con la e-label Plindo.com, e di cui forse potete intuire il titolo:  “La prima volta”.

Ciao Luca, iniziamo subito citando il tuo album: quale è stata la tua “prima volta” con la musica?

Il fatto di fare musica lo devo a mio fratello, che quando ero piccolo mi costringeva per ore ad ascoltare i più grandi cantautori italiani; crescendo ho capito che, ogni volta, quelle canzoni lo facevano emozionare e questo mi ha dato la spinta per iniziare a comporre.

Come definiresti il tuo genere?

Io nasco come cantautore, ma sto diventando pian piano sempre più pop, perché è una lingua più diretta, che la gente capisce meglio. Negli ultimi anni, grazie ai musicisti della mia band, mi sto avvicinando al rock.

Cosa differenzia questo album dai lavori precedenti, è una prima volta anche in senso creativo?

Sì: è la prima volta che mi cimento con arrangiamenti decisamente più rock, la prima volta che faccio un EP con solo tre canzoni, tutte estremamente dirette. Credo che nel mondo frenetico, in difficoltà, in cui stiamo vivendo adesso, sia importante portare in giro un messaggio positivo, che è quello di vivere ogni momento con entusiasmo. Perché quando si fa qualcosa per la prima volta si ha una forza in più e questa è la spinta che cerco di portare sempre con me.

Nel panorama della musica italiana di oggi, cosa pensi che ti differenzi dagli altri?

Il fatto che sono una persona normale. La mattina mi sveglio per andare a lavorare, mi spacco la schiena come tutti, ma poi, tornato a casa, prendo in braccio la chitarra e continuo a far viaggiare il mio sogno, che è quello di arrivare a più persone possibile, senza inseguire regole di mercato che non mi appartengono e che, penso, non mi apparterranno mai.

In Italia ti esibisci molto dal vivo?

Vorrei poterlo fare di più. Preferisco esibirmi nei teatri perché lì riesco ad instaurare un rapporto diretto con chi mi segue.

Fuori dal panorama italiano hai qualche genere di riferimento a cui ti ispiri?

No, ho smesso, sto cercando di trovare qualcosa che mi renda veramente unico. Inoltre ho la tendenza ad appropriarmi troppo di quello che sento: se ascolto Baglioni per tre mesi di fila, poi finisco per cantare come lui. Però un artista che ho scoperto da poco e che mi ha colpito è Daughtry, mi piace il suo modo di essere molto diretto.

Non è che adesso ti metterai ad imitarlo?

No, dai, saprò trattenermi!

Se potessi collaborare con un musicista che ammiri, vivo o anche del passato, chi sceglieresti?

Sarebbero tanti, però se ne devo scegliere uno, vorrei poter cantare una volta con Baglioni.

Beh, lui è ancora tra noi.

Sì, gli lanciamo questo messaggio in rete e chissà, magari lo legge e mi chiama.

Hai già qualcosa in mente dopo quest’album?

Fino al 2025 ho album pronti, devo solo andare a registrarli! A parte gli scherzi, ho ancora tante canzoni da cantare, non vi libererete tanto presto di me.

Ultimissima domanda, un po’provocatoria: perché la gente dovrebbe ascoltare il tuo album e venire a sentirti?

Perché le persone hanno bisogno di sentire cose nuove. Dovete liberarvi da quello che vi propinano le radio e la televisione: bisogna aprire la mente e conoscere orizzonti diversi. Non parlo solo di me, ma di tantissimi altri artisti che come me sgomitano per farsi sentire. Vi consiglio, poi, di conoscermi perché sono una persona normale, e alla fine le cose normali e semplici sono quelle che non tradiscono mai, no?

E come dargli torto? Perciò, staccate subito radio e tv e andate a sentire qualcosa di nuovo sul sito di Plindo. E ad ogni ascolto non dimenticate di lasciarvi sorprendere, come se fosse la prima volta.

Intervista a cura di Francesca Magini

Luca Lastilla su Plindo.com

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