La quercia e la spada: quattro chiacchiere con la produzione


 

Preparatevi a fare un salto nel passato, non ci servirà nessuna macchina del tempo, solo la fantasia degli amici di Wearedreamers e le meravigliose colline della provincia di Vercelli. E’ recentemente uscito il loro ultimo cortometraggio, La quercia e la spada e noi li abbiamo intervistati per voi.

Wearedreamers è una “non casa” di produzione, è, come dite sulla vostra pagina di Facebook, un gruppo di persone accomunate dalla passione per il cinema, la voglia di mettersi in gioco e crearsi un portfolio di alto livello. Come e quando è nato questo gruppo? E quante sono le persone che compongono questa bellissima squadra?

Il gruppo è nato con questo progetto. Il nostro team si compone di diverse figure specializzate che vivono e lavorano sul territorio nazionale, abbiamo al momento un esponente per ogni ruolo all’interno della troupe necessario per realizzare un film. Il numero di persone cresce a seconda del progetto che produciamo, in quanto a seconda delle esigenze filmiche ci appoggiamo a diverse figure professionali esterne al nostro team. Il nostro obiettivo in questo periodo di crisi è creare valore. Sul territorio, sulle nostre figure professionali, e sulla nostra rete di collaboratori: solo investendo su questi elementi possiamo riuscire a crescere e ridare valore (oltre che dignità) ai mestieri del cinema. Vogliamo vivere raccontando storie attraverso immagini in movimento. Il nostro settore ha la particolare fortuna o sfortuna di non richiedere un titolo di studio per poter lavorare, perché essendo un lavoro visivo sono il portfolio e il passa parola che fanno la differenza tra lavorare attivamente o meno, quindi perché non investire risorse ed energie una volta all’anno in un progetto che mette alla prova ognuno di noi? Penso sia una strategia vincente, perché in questo modo siamo noi gli artefici delle occasione professionali che più desideriamo. Faccio un esempio. Si pensi a uno scenografo giovane, ma molto valido… Quanti anni dovrà aspettare prima che qualcuno gli affidi la responsabilità della scenografia di un film come “La Quercia e la Spada?” E quand’anche ciò accadesse, per com’è concepito oggi il cinema, gli sarebbe possibile inserire il film (corto o lungometraggio che fosse) sul suo sito web? Posso dire con certezza che è molto, molto difficile. Al contrario i nostri progetti sono pensati per essere distribuiti e condivisi nel web, affinché siano fruibili e utilizzabili come strumenti per la propria carriera da parte di tutti coloro che vi prendono parte.

Avete già realizzato numerosi progetti?

Quasi ognuno di noi lavora attivamente nel suo settore, per cui ha già realizzato o partecipato a diversi progetti. Possiamo però dire che il nostro Team si è formato nel 2012, con la realizzazione di un progetto molto sperimentale volto a promuovere il nostro paese d’origine (Grignasco, in provincia di Novara) un video musicale della canzone “L’Ombelico del mondo” di Jovanotti in cui abbiamo fatto cantare in playback i commercianti e gli abitanti del paese, insieme alle associazioni che hanno voluto partecipare, per un totale di circa 300 persone. Il video s’intitola La Grignasco Impazzita ed è stato diffuso su youtube, dove ha superato le 16.000 visualizzazioni; lo stesso Jovanotti ha voluto condividerlo tramite i suoi canali social. Questo bel risultato ha attirato l’attenzione di RED RONNIE di ROXY BAR TV, che ha voluto intervistarci durante la diretta del programma Barone Rosso nel febbraio 2013. Visto l’entusiasmo suscitato è prevista prossimamente una Grignasco Impazzita 2.

Quali sono state le principali difficoltà legate alla sua fondazione?

Non essendo un ente fisico esistente a livello giuridico è stato molto semplice: è bastato creare un marchio di alto impatto che ci rappresentasse al meglio, registrarlo et voilà. Quello che è difficile è attirare grossi investitori per produrre le nostre opere, ma con il tempo sono sicuro che sarà sempre più semplice.

Da qualche mese è ormai in fase di realizzazione il cortometraggio La Quercia e la Spada. Da dove nasce la scelta di creare un cortometraggio ambientato nel medioevo? Ci racconti brevemente la sua trama?

Come accennato prima, l’obiettivo è raccontare realtà sconosciute. In questo caso, il film si focalizza sulla rievocazione storica e sull’emozione che sa suscitare questa pratica. Dal film emergerà come quest’attività sia non solo molto divertente, ma possieda anche fini didattici. Usando una frase a effetto potremmo definirla una prassi di “Archeologia sperimentale interattiva”. Per capire come raccontiamo questo concetto nella storia… Beh, si deve vedere il film. Siamo partiti dall’idea di valorizzare Gattinara e il suo affascinante Castello di San Lorenzo e abbiamo perciò fatto delle ricerche storiche per capire quale fosse il contesto della Valsesia a quell’epoca. E ci siamo resi conto che la storia del film era già scritta. La Valsesia era una zona molto fertile, con un fiume navigabile, un passaggio per la Svizzera e la Valle d’Aosta, delle miniere d’oro sul Monte Rosa ed era perfettamente difendibile. Essendo una terra contesa tra il ducato di Novara e il contado di Biandrate, gli scontri erano all’ordine del giorno; nella prima metà del 1200 il conte Gozio di Biandrate conquistò definitivamente tutta la valle, ma purtroppo per lui la sua battaglia era appena iniziata. Infatti, una volta finita la guerra, i sopravvissuti partirono per cercare la redenzione in Terra Santa, per la Seconda Crociata. La valle restò perciò sguarnita e bande di fuorilegge saccheggiavano tutti i convogli e le navi mercantili. Gozio non aveva scelta: assoldò un manipolo di mercenari per sradicare il covo dei briganti e riportare l’ordine. La stessa situazione si ripetè quasi ogni due anni per trent’anni circa. Gozio di Biandrate è passato alla storia come “Signore di Valsesia”, ma non posso aggiungere altro, o spoilererò troppo. Invito tutti a guardare il film per poterlo apprezzare al meglio!

Quando avete detto che avevate in mente questa “folle idea”, siete stati subito presi sul serio o avete trovato delle difficoltà?

Avere progetti ambiziosi, essendo giovani e sconosciuti ai più, rende spesso difficile convincere terze parti a investire denaro in un progetto. La difficoltà con cui ci siamo scontrati – e che fronteggiamo tuttora – è stata quella di avere credibilità. Per averla ci vuole tempo: diventa tutto più facile quando si ha un portfolio di un certo livello qualitativo. Uno degli aspetti più positivi di questo lavoro low budget è stato lo straordinario entusiasmo che abbiamo raccolto in tutti i collaboratori: questo ci ha sorpreso e aiutato moltissimo. Vedere sessanta persone che lavoravano molto duramente, gratuitamente e sempre con il sorriso, nonostante tutte le difficoltà che potevano presentarsi, è stato davvero impagabile. La prova che il progetto che hai ideato ha davvero del valore!

“La Quercia e la Spada” è ambientato sulle splendide colline di Gattinara, scelta curiosa, ambienti poco noti al mondo del cinema. Conoscevate già questa zona oppure è stata un’occasione per scoprirla?

Alcuni di noi sono nati e cresciuti in questa terra, e la conoscevano già, ma il film è stato un’occasione per riscoprire questi luoghi. E poi il nostro obiettivo come Wearedreamers è raccontare soprattutto le realtà meno conosciute. Gattinara, il Castello di San Lorenzo, le colline intorno, e la Valsesia con la sua storia, si sono dimostrati essere lo scenario ideale per il nostro progetto.

Il film in costume è sicuramente più complesso per le ambientazioni e soprattutto per i vestiti e nel vostro caso le armi storiche. Come avete affrontato questi problemi?

L’obiettivo era valorizzare la rievocazione storica, ma soprattutto le persone che la impersonano. Anziché assumere comparse, ci siamo perciò rivolti ad alcune associazioni di rievocazione storica distribuite nel territorio. Ci siamo rivolti a gruppi che rievocano principalmente il 1200, cosicché fossero già in possesso di abiti e armamenti dell’epoca. In molti hanno aderito con passione e iniziativa, dal Piemonte, ma anche dal Veneto, passando con noi cinque bellissimi giorni di SET. In film di questo tipo non si deve assolutamente risparmiare su tre figure: Costumista, Make-Up Artist e Stunt Coordinator. Nel nostro caso mi fa piacere citare l’ultima figura, che si chiama Walter Siccardi, stunt professionista e coordinatore con quasi vent’anni di esperienza su Set molto importanti come “King Arthur”, “The Eagles”, “Robin Hood” di Ridley Scott, e tanti altri film per il piccolo schermo. Per noi quest’uomo ha curato e realizzato tutte le scene di battaglia, offrendo a tutte le comparse un’indimenticabile esperienza di formazione sul combattimento scenico ad alto livello. Posso dire che il suo entusiasmo è stato un’ispirazione e i risultati si vedono!

Quando sarà completo e quindi potremo vedere La Quercia e la Spada?

Abbiamo ultimato da poco la produzione, in particolare il missaggio audio e la colonna sonora. Il nostro compositore, Mattia Zanetti, che ci ha lavorato per ben due mesi, facendo un lavoro straordinario. “La prima” domenica 2 febbraio all’Auditorium Lux a a Gattinara.

Proposta per il futuro: avete mai pensato di trasformare La Quercia e la Spada in un vero film, magari sfruttando qualche borgo medievale della provincia di Novara, o luoghi magici sulle rive del Lago d’Orta o anche del Lago Maggiore, sconfinando nella provincia lombarda?

Abbiamo al momento 5/6 progetti in cantiere. Tra questi ci sono anche due lungometraggi, uno a carattere storico e uno no. C’è anche una web series, appena abbozzata, oltre ad un’idea per un nuovo format di cinema online interattivo volto a promuovere le città italiane; si tratta di un’iniziativa di place branding marketing patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali. Molti di questi progetti sono ancora nell’etere , ma siamo un team creativo e di idee ne abbiamo tante.

Quali sono i progetti che realizzerà in futuro Wearedreamers?

Per il 2014 abbiamo due progetti. Innanzitutto, vorremmo realizzare un nuovo cortometraggio: si tratta di una storia romantica ambientata ai giorni nostri in cui l’intenzione è trattare il tema “gelosia”. Siamo ancora indecisi se girare d’estate o d’inverno, anche perché tra luglio e agosto alcuni di noi partiranno una ventina di giorni per le riprese di un documentario nel deserto del Kalahari, in Africa Meridionale; sarà una co-produzione Wearedreamers e Università Carlo Cattaneo (L.I.U.C.).




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