La crisi delle idee a Hollywood


HollywooHollywood_hills_background_1d. Ci sono due categorie ben distinte di cinefili: chi la odia e chi la ama, chi la considera fabbrica di blockbusters all’americana senza molto costrutto, chi pensa sia fonte di fantasia inesauribile. Il dato di fatto, più o meno inoppugnabile, è che Hollywood ci ha regalato pellicole tra le più conosciute, citate, criticate, discusse e sognate dell’intero pianeta.Ma oggi è ancora così? Un’analisi sommaria e forse superficiale di quello che ci aspetta nel 2015 e non solo, rende leggermente pessimisti in merito. Andiamo nello specifico: tra i tanti, ci sono tre trailer che sono stati maggiormente distribuiti e pubblicizzati tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di questo: “Jurassic World”, “Pan” e “Cinderella”.

Il primo, “Jurassic World“, altri non è che la prosecuzione ideale di una saga di successo che, apparentemente, aveva visto conclusione – non molto degna in verità -, nel 2001, con “Jurassic Park III”. Dal capolavoro di Spielberg, datato 1993, a quest’ultimo, nemmeno a dirlo, la qualità si era decisamente abbassata, per non dire crollata. C’era realmente l’esigenza di riaprire quel capitolo? Di regalarci una trovata puramente commerciale che andasse a sfruttare un tema ormai quasi del tutto sepolto? Il trailer ci anticipa storie di attrazioni inimitabili, dinosauri ammaestrati, mutazioni genetiche e, immancabilmente, panico, urla, sangue e morte. Differenze dall’originale?

Il secondo, “Pan“. Qui, a dire il vero, il plot apparentemente potrebbe essere più intrigante: la storia di Peter Pan prima che diventi l’eroe della fiaba. Vengono quindi raccontati gli anni dell’orfanotrofio, il rapimento suo e dei futuri bimbi sperduti, l’amicizia con un giovane James Hook – forse l’aspetto più interessante della vicenda –, uniti contro uno spietato Hugh Jackman nei panni del pirata Barbanera. Un prequel, insomma, altro espediente narrativo più volte usato in questi anni.
Basta un breve elenco, però, per rendere anche questa idea meno affascinante di quello che sembri in realtà: “Le avventure di Peter Pan”, 1953, Walt Disney; “Hook – Capitan Uncino”, 1991, Steven Spielberg; “Peter Pan”, 2003, P.J. Hogan; “Neverland – Un sogno per la vita”, 2004, Marc Forster.
Sono tra le rivisitazioni più famose del capolavoro di Barrie. Necessaria l’ennesima?

Il terzo, “Cinderella“. Qui siamo di fronte all’esperimento forse meno ardito dei tre. Dal trailer, infatti, sembra che il racconto non si discosti per nulla dalla celebre fiaba e che anzi vada a raccontarla per filo e per segno proprio come tutti noi la conosciamo, senza variazioni artistiche o virtuosismi di sorta. Una ragazza sfortunata, una matrigna, due sorellastre, una fata buona, un principe azzurro, una scarpetta, un lieto fine. Ci saranno sicuramente dei begli effetti, una buona fotografia, musiche incantevoli, ma è sufficiente?

Sono tre tra le svariate produzioni che usciranno, due delle quali molto simili perché dal tono fiabesco. La previsione, però, è che questi saranno, presumibilmente, nell’elenco dei film con più incassi al botteghino il prossimo anno, perché prodotti, a sensazione, esclusivamente o quasi per fini commerciali. Tutti e tre hanno infatti una costante comune: il riciclo delle idee e lo sfruttamento di storie universalmente conosciute e amate. Come già accennato, l’unico che presenta qualche tratto di originalità e che potrebbe risultare discretamente interessante è “Pan”. L’impressione, però, anche in questo caso, è di una facile e sicura produzione, che non si metta più di tanto in gioco ma che sfrutti l’indiscutibile fama e successo dell’opera originale.

tv-showsNaturalmente questi non sono gli unici prodotti cinematografici in programma il prossimo anno, per fortuna. E altrettanto naturalmente potrebbero uscire pellicole meritevoli di un posto nella “Hall of Fame” Hollywoodiana. I trailer sommariamente analizzati lasciano tuttavia un po’ di amaro in bocca, per una tendenza che si sviluppa da qualche anno e che pare continuare a crescere e non arrestarsi: Hollywood sembra sempre più povera di creatività, talento nella scrittura e coraggio nelle produzioni. Questi sono solo esempi di un futuro prossimo, ma sarebbe sufficiente concentrarsi sui titoli del passato perché questa tendenza venga confermata: tanti supereroi, tanti sequel, prequel e remake più o meno credibili, pochissime sceneggiature mai trattate in passato. Escludendo alcuni nomi storici che difficilmente deludono, l’originalità pare non abitare più a Los Angeles. L’eccezione è rappresentata da un prodotto sempre più in voga e sul quale grandi registi, sceneggiatori e star hanno deciso di investire: le serie televisive. Che siano davvero loro a rappresentare l’inizio di una nuova Hollywood?




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