Jules Verne 110 anni dopo


Le avventure del capitano Nemo, il sottomarino Nautilus e la scommessa di Phileas Fogg fanno sicuramente parte dei ricordi d’infanzia di coloro che fin da piccoli si sono avvicinati e appassionati alla lettura. Creature fantastiche, viaggi al limite del possibile, visioni fantasmagoriche e fantascientifiche ante litteram sono opere della penna del francese Jules Verne.

Félix_Nadar_1820-1910_portraits_Jules_VerneVerne nacque a Nantes l’8 febbraio 1828, primo di cinque fratelli di una famiglia borghese della Francia occidentale. Fatto curioso della sua infanzia è la fuga a undici anni su una nave diretta nelle Indie e ancor più particolare la motivazione del gesto: il piccolo desiderava infatti trovare una collana di coralli da regalare a sua cugina Carolina, di cui era follemente innamorato. Il padre, però, lo ritrovò immediatamente a Paimbœuf. Fin dagli studi di filosofia e retorica al liceo, vive la sua vocazione letteraria in forte e aperto contrasto col padre, che avrebbe voluto tramandare la professione di avvocato. Pur senza interesse, porta a termine gli studi di giurisprudenza a Parigi, dove conosce Alexandre Dumas e frequenta i circoli letterari e la Biblioteca nazionale.

Furono la stesura di libretti per teatro e la creazione di storie di viaggio per il Musée de Familles a svelare il suo talento letterario, che lo portò a maturare la decisione di abbandonare definitivamente la sua professione di avvocato nel 1850. Padre della fantascienza, autore tra i più influenti di storie per ragazzi, scrittore di romanzi scientifici e racconti d’avventura, Verne conduceva parallelamente ricerche che spaziavano in vari ambiti: dalla geografia alla zoologia, dalla chimica alla fisica, arrivando persino a stendere una biografia romanzata di Cristoforo Colombo, che per ovvie ragioni ha da sempre attirato la curiosità e riscosso l’ammirazione dello scrittore. Tutte queste conoscenze scientifiche si riversavano nelle pagine fantastiche dei suoi romanzi, avvalorando e rendendo verosimili le esperienze dei personaggi.

l43-110208103750_bigDal 1886 ha inizio quello che l’autore stesso definisce il “periodo nero” della sua vita, caratterizzato da una paralisi alle gambe che lo costrinse su una sedia a rotelle. Nel 1903 presiedette il gruppo degli esperantisti della cittadina di Amiens, dove si era trasferito e dove morì nel 1905. A 110 anni dalla sua morte, la casa editrice francese Les Saints Pères pubblica per la prima volta a tiratura limitata il manoscritto originale in cinquecento pagine di Ventimila leghe sotto i mari, con le pregiate illustrazioni del 1870 di da Alphonse de Neuville e Edouard Riou.

Una delle frasi che forse meglio rappresenta e sintetizza la figura e l’importanza di Verne è dell’altrettanto visionario autore di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury: “Senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna“. Se Verne non avesse immaginato per noi la Luna, se non ce l’avesse disegnata di fronte ai nostri occhi facendo sì che noi la raggiungessimo con la nostra mente e i nostri sguardi sognanti di bambini che ascoltano dai genitori le storie prima di addormentarsi probabilmente non avremmo creduto possibile raggiungerla davvero. Il grande passo l’umanità l’ha compiuto un secolo prima tra le braccia di un avvocato francese con un innato talento per la scrittura e l’immaginazione.




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