Intervista a Emmanuela Carbé – #IoLeggoPerché


coversalmone#IoLeggoPerché si avvicina sempre di più: mentre ci prepariamo per la grande festa del libro e della lettura di domani, 23 aprile, noi vi regaliamo un’intervista esclusiva a una scrittrice-lettrice, Emmanuela Carbé, che si accompagna alle divertenti chiacchierate insieme a Noemi Cuffia, Marco Marsullo e Michela Monferrini che trovate sul nostro sfogliabile di aprile.

Emmanuela, classe 1983, dopo aver pubblicato qualche lavoro sul noto blog letterario Nazione Indiana, esordisce nel 2013 con l’esilarante Contromano Laterza Mio salmone domestico, una raffinata scrittura densa di ironia e metaletteratura. Qualche anno prima, però, la si era già notata al Campiello giovani, che l’aveva vista vincitrice. Artintime aveva recensito il suo libro ad agosto 2014, se cliccate il titolo andate diretti al numero!

Emmanuela, “Io leggo perché”…?

Non credo si debba leggere per forza, non credo che la lettura migliori le persone e sono convinta che si possa vivere bene anche senza libri. Io ho iniziato a leggere perché non avevo niente da fare, il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcosa da sognare.

Qual è il primo libro che hai letto (o il primo che ti viene in mente andando indietro con la memoria) e a quale ricordo si accompagna?

Virgola e altri racconti. Ero molto piccola e ricordo le mattonelle arancioni della mia vecchia casa: mi sedevo sempre per terra quando leggevo.

Qual è l’episodio da lettore più curioso, insolito o bizzarro che ti è capitato in prima persona o che ti va di raccontarci?

Ero alle medie e mi trovavo nella mia biblioteca di quartiere. Ho aperto un libro a caso e ho trovato un capitolo in cui si parlava di rapporti sessuali nell’antica Grecia. Pensavo di essere capitata nel settore porno della biblioteca e sono fuggita per la vergogna. Lo scaffale di letteratura greca è in effetti il primo ricordo erotico della mia vita.

Il tuo luogo preferito dove leggere?

Nelle case degli altri, dove ho scoperto i libri più belli.

C’è un libro – o ce ne sono alcuni – che non hai finito di leggere? Come mai? Pensi che li riprenderai?

Non credo di poterli elencare, ho più libri lasciati a metà che libri finiti.

Chi è lo scrittore (o chi sono gli scrittori) che, come diceva Holden, ti piacerebbe chiamare al telefono subito dopo aver finito un suo (loro) libro?

Allo scrittore non saprei cosa dire. Mi piacerebbe però chiamare l’editore.

Come sono legate nella tua esperienza scrittura e lettura?

Quando devo scrivere sono ossessionata dalla bibliografia e continuo ad accumulare letture per mappare il territorio. Di solito la bibliografia diventa così estesa che inizia a mangiarsi la voglia di scrivere. Arriva allora il momento di mollare tutto, di scrivere e basta.

Cosa c’è in questo momento sul tuo comodino?

Il senso di una fine ed England, England di Barnes, la Guida galattica di Adams, Mille piani di Deleuze e Guattari. Favole del morire di Mozzi, Come finisce il libro di Gazoia.

Ti si prospetta un futuro alla Robinson Crusoe su un’isola deserta: quali libri decideresti di portare con te e perché?

L’isola per me è il simbolo della scrittura più che della lettura. Se dovessi andare su un’isola cercherei di non portare libri.




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