Il suono della città: dal 28 maggio al 2 giugno Torino Jazz Festival


Fringe2013_Piazza Vittorio_phLuigiCeccon_2Un’esperienza di e per tutta la città di Torino, questa è la promessa del prossimo Torino Jazz Festival, alla sua quarta edizione dal 28 maggio al 2 giugno nel capoluogo piemontese, presentato oggi in una conferenza stampa ai Murazzi Student Zone.

Non solo musica ma arte a 360 gradi: grandi nomi del jazz italiano e internazionale, spazio ai giovani dei conservatori, ai musei cittadini, alle ricorrenze che vedono coinvolto il nostro paese, e anche a cibo e performance, per un’esperienza da non perdere, frutto e al contempo emblema di un sistema costruito dalla città e dagli operatori culturali che vi operano, e che caratterizza ormai da qualche anno la vita di Torino, sempre più legata alla cultura. Sarà infatti un Festival organizzato per essere festa, non solo per gli amanti del jazz ma per tutti i torinesi e i turisti che si troveranno a passare qualche giorno in una città ricca e attiva, che in questo momento ospita l’ostensione della Sindone, ma anche mostre importanti come quella su Modigliani e quella dedicata a Tamara De Lempicka.

Il programma cartaceo del Jazz Festival, ogni anno più spesso a testimoniare una cresciuta voglia di fare e una sempre più nutrita e variegata offerta musicale, promette una manifestazione all’avanguardia nel panorama dei festival dedicati al jazz in tutta Europa: “non vogliamo solo coinvolgere nell’evento i luoghi della città – ha spiegato il direttore artistico Stefano Zenni – ma ridisegnare musica, luoghi, pubblico giocando con la struttura urbanistica di Torino, per creare il suono della città”. Centro nevralgico di questa edizione sarà non più piazza Castello ma il “salotto della città”, piazza San Carlo, con la sua cornice architettonica che racchiuderà i suoni del Jazz Festival in un ideale percorso musicale che ha già visto coinvolti molti eventi (come non ricordare le suggestive atmosfere del Festival dedicato a Mozart dell’estate 2014?).

Fringe2014_NIGHT TOWERS_panoramica_phGiorgioViolinoIl calendario è davvero ricco: ci saranno anteprime per tutto il mese di maggio e anche prima, con il Jazz della liberazione pensato per celebrare il 25 aprile. Si parlerà di jazz e cinema, la Mole ospiterà spazi dedicati al jazz, e così i musei cittadini. In particolare il rinnovato museo egizio darà luogo a un evento unico in Italia, un Song Genome diretto da Anthony Braxton con la partecipazione di decine di musicisti. Le sale dell’egizio saranno animate dalla loro musica a partire dalle ore 18 e senza pause fino alle 2 di notte: un’esperienza unica per tutti i visitatori che parteciperanno. Non finisce qui: i teatri della città offriranno i loro palchi per dare spazio a talenti del jazz italiano (Danilo Rea è uno di questi ) e non solo: tanti, troppi per il nostro breve spazio sono i nomi che popoleranno le strade e i suoni della Torino jazz nel weekend che porterà al 2 giugno, festa della Repubblica, una giornata che sarà celebrata a suon di musica con nomi come Stefano di Battista, per citarne solo uno noto anche ai non jazzofili.

Avete già le orecchie piene? Non finisce qui. Grazie all’impegno ed entusiasmo del curatore, Furio Di Castri, tornerà, come dimensone off affiancata al main stage del Festival Jazz, anche il Fringe Jazz, che porterà suoni tra jazz ed elettronica nelle notti di piazza Vittorio, fulcro della festa con le sue torri di 6 metri dalle quali improvviseranno tanti artisti torinesi accompagnati da nuove e inedite collaborazioni e con le ormai classiche e attese esibizioni sul Po: “il fiume è il nostro luogo sacro – ha sorriso Di Castri – perché scorre, è simbolo del flusso creativo, della musica”. FRINGE_prove assolo di Furio Di Castri_1_phLuigiCeccon

A Torino è nato il primo jazz club italiano – ha ricordato il sindaco Fassino intervenuto soddisfatto per il lavoro svolto in sinergia tra il Comune e gli organizzatori del Festival – nel 1931 sempre Torino è stata l’unica tappa italiana del tour europeo di Louis Armstrong e la città vanta una ricca e longeva tradizione musicale per cui ci sembrava importante, quattro anni fa alla nascita del Jazz Festival, portare in evidenza questa vocazione”. Un’idea vincente, che ha portato e porterà alle soglie dell’estate torinese nuova cultura in una città che vivrà di musica e permetterà alla musica stessa di vivere nei suoi luoghi. Insomma, un evento che non dovete farvi scappare: consultate il sito e il programma per scoprire le numerosissime sorprese in serbo in questo Torino Jazz Festival 2015. Buon jazz a tutti voi!




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