“Il mondo che non c’era” a Firenze


Maschera funebre di Cultura Lambayeque, Perù, 1200 d.C.

Maschera funebre di Cultura Lambayeque, Perù, 1200 d.C. Credits: www.ilmondochenocera.it

La mostra “Il mondo che non c’era“, dedicata alle culture precolombiane, si avvia al suo ultimo mese. C’è tempo infatti fino al 6 marzo per visitare al Museo Archeologico Nazionale di Firenze un’esposizione, resa possibile grazie al Centro Studi Ligabue di Venezia, che ha prestato il nucleo fondamentale delle opere, con la direzione scientifica del Musée du Quay Brainly di Parigi.

Nei musei archeologici italiani è raro trovare spazio per le culture mesoamericane. Questo perché i nostri musei privilegiano collezioni provenienti o da rinvenimenti archeologici sul territorio, o da collezioni private, o entrambe: le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, infatti, sono costituite dalla collezione archeologica medicea e poi lorenese, cui si sono aggiunti, dal momento della sua costituzione in avanti, materiali provenienti da scavo o da acquisto, ma sempre relativi ad ambito nazionale o mediterraneo. Una mostra dedicata alle culture del Centro e Sudamerica è stata così una sfida e una novità, accolta molto positivamente dal pubblico.

vaso antropomorfo, Cultura Moche, Perù, 100 a.C. - 200 d.C.

vaso antropomorfo, Cultura Moche, Perù, 100 a.C. – 200 d.C. Credits: www.ilmondochenoncera.it

In mostra materiali provenienti principalmente da scavo e da acquisto del Centro Studi Ligabue, una realtà culturale veneziana molto attiva nel mondo in particolare per le sue ricerche che spaziano dall’antropologia all’archeologia alla paleontologia. La mostra offre una ricchissima varietà di materiali, statue, vasi, gioielli, per raccontare al grande pubblico le capacità artistiche, tecnologiche e le credenze religiose di popolazioni che scomparvero dopo l’arrivo dei Conquistadores. Molte di queste civiltà, come la Nazca o la Lambayeque, in Perù, erano già tramontate da tempo, ma le più note culture Maya, Inca e Atzeca non resistettero alla conquista spagnola e più in generale europea.

Il titolo “Il mondo che non c’era” evoca un altro aspetto: quando Cristoforo Colombo, e gli altri grandi esploratori dopo di lui, sbarcarono sulle coste americane, arrivarono in una terra della quale si ignorava l’esistenza. Un mondo che fino ad allora non esisteva, per la cultura europea, si rivelò ai loro occhi. E da quel momento il mondo non fu più lo stesso.

Una delle ricche vetrine della mostra a Firenze

Una delle ricche vetrine della mostra a Firenze. Credits: www.ilmondochenoncera.it

Firenze è coinvolta per due motivi: innanzitutto il nome del continente, America, deriva da Amerigo Vespucci, che era fiorentino. Non tutti sanno, poi, che anche Firenze, per un breve periodo, ebbe la smania di inserirsi nei commerci con il SudAmerica e promosse una spedizione esplorativa per costituire un emporio commerciale in Brasile. L’esperienza non ebbe seguito, ma a Firenze giunsero oggetti archeologici e gioielli che andarono ad arricchire le collezioni medicee.

La mostra è visitabile tutti i giorni, con il biglietto e con l’orario del Museo: mar-ven 8.30-19; sab-lun 8.30-14. Info: archeotoscana.wordpress



Related articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *