Urban Solid Invasion


155794_537784182938348_423239606_nL’arte prende possesso delle strade, dei muri di mattoni, del cemento, così a Londra come a Torino. Per comunicare, dissentire, esistere. La Street Art è, ad oggi, un mezzo scelto da molte voci contemporanee. È questo il caso del duo UrbanSolid, ex studenti della Accademia di Belle Arti di Milano attivi sulla scena da ormai due anni e mezzo.

Nei loro lavori mescolano l’anatomia umana agli scenari urbani creando istallazioni tridimensionali che permettono un’esperienza tattile oltre che visiva. Si tratta di messaggi ironici e provocatori sull’uomo comune e la città stessa, strettamente legati agli avvenimenti odierni e alla frenesia del mondo che ci circonda: “Lavoriamo esclusivamente in contesti che mostrano già un severo degrado urbano, su muri inutilizzati e fatiscenti senza danneggiare alcun elemento”.

Recentemente approdati a Shoreditch, nota fucina creativa dell’East London, hanno collaborato con gli Expanded Eye, Jade Tomlinson e Kevin James, ai progetti Turn the fucker of! e Shake your head…is empty, inglobando la loro opera Televiewer ovvero il calco in gesso di una faccia che tiene in bocca un telecomando. Proprio le parole degli Expanded Eye chiariscono l’idea alla base della congiunta creazione: “Il predominio della televisione genera una cultura di massa che celebra le più umilianti caratteristiche possedute dal genere umano – avarizia, falsità, truffa. Il nostro ultimo pezzo sollecita le persone a svegliarsi e smettere di fare da spettatori al tremolante mondo della finzione. I nostri amici in 3D, gli UrbanSolid, ci hanno gentilmente concesso alcuni dei loro calchi, permettendoci di usarli a nostro piacimento”. In foto il risultato finale che da qualche mese ormai troneggia sui muri della capitale inglese.

A Torino, invece, potete trovare i loro lavori alla galleria Square 23. Il direttore, Davide Loritano ci spiega com’è nata la collaborazione con gli UrbanSolid: “Ho adocchiato una loro opera a casa di un collezionista, rapito dalla scultura mi sono fatto dare i loro contatti e li ho chiamati. Molto cordiali, hanno subito accettato di esporre in galleria. A me non bastava. Con l’aiuto di un giornalista de La Stampa abbiamo chiesto al Comune di poter far istallare permanentemente delle loro opere all’interno della metropolitana di Torino in modo tale da unire la mostra in galleria e le opere pubbliche. Il mix è piaciuto molto, a noi e a loro, da qui è nato un connubio spontaneo e sincero”.

Il futuro prossimo degli UrbanSolid sarà ancora da Londoners. Nel frattempo potete ammirare il loro operato sul sito www.urbansolid.org E dal vivo alla galleria Square 23 in via San Massimo 45, Torino.

Cristina Canfora




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