Firenze e Jeff Koons: Odi et amo


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Pluto and Proserpina accanto al David sull’Arengario di Palazzo Vecchio

In una città che troppo spesso si arrocca dietro il suo passato di gloriosa culla del Rinascimento, Jeff Koons In Florence è stata una sferzata di aria fresca, una ferma volontà di aprirsi all’arte contemporanea e alla scena internazionale. Jeff Koons, uno degli artisti viventi più affermati al mondo ha esposto, a seguito della Biennale d’Arte di Firenze dello scorso settembre, due sue opere in due cornici d’eccezione: una, Gazing Ball (Barberini Faun), all’interno di Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli, l’altra, Pluto and Proserpina, su piazza della Signoria, accanto alla copia del David di Michelangelo.

Gazing Ball è una riproduzione fedele del Fauno Barberini, altresì detto Satiro dormiente, scultura ellenistica che riesce a esprimere, attraverso la figura addormentata del fauno, tutta la sua carica espressiva, bestiale, vitale e sensuale, alla quale Koons ha aggiunto una sfera blu dalla superficie specchiante, posta in equilibrio apparentemente precario su una gamba, che disorienta chi la vede, colpito dal contrasto della morbidezza del gesso bianco con la vivacità violenta del blu elettrico.

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La scultura della discordia: Pluto and Proserpina di Jeff Koons

Ma l’opera destinata a far parlare di sé molto a lungo, nel bene e nel male, è Pluto and Proserpina: in acciaio inox, totalmente cromata in oro, dalla superficie riflettente e accecante, raffigura un tema caro alla scultura classica, rinascimentale e seicentesca. Non per nulla si parla di un’opera di Bernini quale modello della statua (ma sul tema Tomaso Montanari ridimensiona il tutto, in un’appassionata critica su Repubblica.it): per questo l’opera di Koons ben si pone su Piazza della Signoria, in dialogo con le altre sculture, antiche e rinascimentali, che animano la Loggia dei Lanzi, opere di artisti del calibro di Benvenuto Cellini e Giambologna; d’altro canto però, la cromatura in oro fa subito capire che siamo in presenza di qualcosa di diverso, che vuole essere protagonista e quasi distogliere lo sguardo dal David. E così i Fiorentini (e non solo) si dividono, tra chi lo considera un idolo dorato, una statua kitsch e chi invece un capolavoro che rischiamo di snobbare, tronfi del nostro attaccamento al passato.

jeff koonsLa polemica si è infiammata ulteriormente ora che Koons ha deciso di lasciare l’opera in prestito a Firenze per un “lungo periodo”. Il tormentone è diventato “Dove la mettiamo?” e tra chi la vorrebbe sfruttare per riqualificare una periferia, chi per arricchire il Museo del Novecento, chi la vorrebbe sistemare in aeroporto (all’uscita del quale già “Paloma” di Botero accoglie i viaggiatori all’ingresso in città) e chi, infine, la vorrebbe lasciare dov’è, intanto il Pluto and Proserpina fino ad oggi è rimasto al suo posto, l’Arengario di Palazzo Vecchio, dove si è conteso la scena con il David, l’Ercole e Caco e da dove il Biancone sembra guardarlo con una certa perplessità: ah, non ci sono più le statue di una volta!



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