Festival di Sanremo: la musica al centro e le novità


Tra tempeste di flash in sala stampa (sono ben 1335 gli accrediti totali di quest’anno!), il serpeggiare di notizie sulla presenza o meno del marito di Elton John, superospite di domani, all’Ariston, e omaggi in forma d’abito ai grandi attori del passato da parte del “valletto” Gabriel Garko, a Sanremo fa capolino anche la musica, per fortuna. È quel che ha ribadito oggi in conferenza stampa Carlo Conti, insistendo sulla leggerezza delle canzoni e sulla gara, vero centro di interesse del Festival.

20160208_123405Sarà davvero così? Intanto sono state annunciate due novità che riguardano la gara. La prima ha a che fare con la sfida delle nuove proposte, che si confronteranno due contro due nelle serate di mercoledì e giovedì. Televoto aperto a tutti e quattro i finalisti del venerdì sera e per il vincitore è garantita un’esibizione in apertura di serata il sabato sera. La seconda novità riguarda invece i premi della critica, tra i quali, oltre al riconoscimento dedicato a Mia Martini che seleziona da anni i testi migliori, è stato inserito un nuovo premio intitolato a Giancarlo Bigazzi che riguarda la composizione musicale. Un segnale che lascia ben sperare in quanto a qualità, e che, soprattutto, premia il linguaggio musicale.

La notizia che riguarda il presidente della FIMI Enzo Mazza, provocatoriamente appellatosi al ministro Franceschini per garantire da ufficio una quota minima di passaggio radio alle nuove proposte, notoriamente svantaggiate, è approdata anche in sala stampa al teatro Ariston. Il tema delle radio è stato dunque affrontato da Giancarlo Leone, presidente di Rai1, e da Carlo Conti, da sempre molto affezionato al mondo della radiofonia: “confido nella forza delle canzoni – ha dichiarato il conduttore – credo che, nonostante l’anno scorso le tante canzoni belle dei big abbiano oscurato i passaggi radiofonici dei giovani, quest’anno si possa recuperare”. Leone ha invece ricordato lo sforzo della Rai rivolto alla promozione degli emergenti con il ritorno, lo scorso novembre, del contest Sanremo Giovani, un passo avanti per un Festival targato Conti che già nel 2015 si era distinto in questo senso offrendo (finalmente!) ai giovani il prime time.

L’attenzione per i giovani è stata confermata dallo stesso Conti, che ha parlato di fermento, energia e sonorità: “tengo molto alla salute e alla voce dei cantanti, che è la cosa più importante insieme alla gara, al commento e alla critica, il vero succo del Festival. Sono positivo nei confronti della musica italiana, che con questo Sanremo – non dimentichiamo che il motto dell’evento è Tutti cantano Sanremo – si propone di allargare sempre di più il suo pubblico e di estendere il concetto di musica pop fino a comprendere tante cose diverse, nell’ottica di accontentare i gusti di tutti”.

Un occhio di riguardo alle radio e uno alle canzoni, ecco quel che ci aspetta per le 5 giornate che cattureranno l’attenzione mediatica a partire da martedì. Fidarsi o no? A giudicare dagli aneddoti raccontati da Conti, pare che la scorsa estate gruppi di 14enni canticchiassero buona musica italiana, con un’attenzione tutta speciale a “Se telefonando” in versione Nek, in arrivo direttamente dalla serata cover del Festival 2015. Il capolavoro di Mina sarebbe tornato di moda grazie al rispolvero del buon Filippo Neviani, che di radio in radio si è confermato come una delle hit festivaliere di maggior successo dell’anno. Magia di Sanremo? Se ne riparlerà sabato notte, a vincitori proclamati.




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