I 75 anni di Fantasia Disney, un concerto di musica e colori


Schermo nero. Un sipario che si apre su uno sfondo azzurro, ombre di persone e strumenti musicali, in sottofondo melodie contrastanti di accordature.

Così ha inizio una pietra miliare del cinema di animazione mondiale: Fantasia. Il connubio tra musica e disegni, tra suoni e colori, tra un genere elevato come la musica classica e storie di personaggi bizzarri renderà Fantasia un’opera unica e totalmente distaccata da ogni altra cosa mai vista sullo schermo in precedenza e negli anni a seguire.

Quando negli anni ’30 Walt Disney ottenne un notevole successo con i cortometraggi della serie Silly Symphony, creati per riportare in auge il personaggio di Topolino nato alla fine degli anni ’20, e nei quali aveva inaugurato le sperimentazioni tra animazione e musica, decise di fare un passo ancora più azzardato, ovvero un lungometraggio. Il tutto nacque dalle fasi iniziali del progetto per il corto “L’apprendista stregone”, con protagonista Topolino stesso.

Disney decise di mettere in campo i migliori dell’animazione, di sfruttare le migliori tecnologie dell’epoca e di avere la collaborazione di uno dei maggiori interpreti musicali di quegli anni, il Maestro Leopold Stokowsky, direttore della Filadelfia Orchestra dal 1912, che si rivelò totalmente entusiasta dell’idea.

A un singolo cortometraggio si aggiunsero altre idee e brani musicali, trasformando il film in un vero e proprio concerto sinfonico. Furono prese in considerazione diverse opere classiche, portando a grandi esclusioni come Claire de Lune di Debussy, L’Uccello di fuoco di Stravinsky, il Moto Perpetuo di Paganini e la Troika di Rachmaninoff. L’elenco finale comprese un connubio musica-storia totalmente innovativo e azzardato, da una parte perché creato sulle impressioni visive che la musica suscitava, dall’altra perché teso ad avvicinare tanti giovani, e meno giovani, a un genere musicale spesso dimenticato come la grande Classica.

E così nello Schiaccianoci di Tchaikovsky sono abbinati pesci e fiori, nella Sagra della Primavera di Stravinsky è narrata l’evoluzione ed estinzione dei dinosauri, nella Sinfonia n° 6 Pastorale di Beethoven si succedono scene tratte dalla mitologia greca e in Una notte sul Monte Calvo presenze demoniache vanno in contrasto con la rasserenante Ave Maria di Schubert.

Grandi collaboratori esterni vennero contattati per l’intero periodo della produzione, come il critico musicale (e poi commentatore nel film) Deems Taylor, l’astronomo Edwin Hubble, l’attore Bela Lugosi, l’animatore Wilfred Jackson, oltre che a coreografi, ballerini, paleontologi, biologi.

Il film vide finalmente la luce nel 1940, distribuito in diverse sale in tutti gli Stati Uniti. Purtroppo, con la Seconda Guerra Mondiale in pieno svolgimento, i produttori non poterono far arrivare la pellicola in Europa, una vasta fonte di guadagni dato il grande pubblico. Fantasia non fu un immediato successo. Solo in seguito, dagli anni ’60 in avanti, dopo interi decenni di restauri, nuove edizioni, aggiunta di sistemi visivi e sonori, il film ha guadagnato il meritato successo. L’accoglienza del pubblico e della critica ha portato a una nuova visione della musica classica, permettendo anche di celebrare l’avanguardistica pellicola disneyana negli anni 2000, proprio con una nuova opera, Fantasia 2000.fantasiafantasia2000_photo_09_original

Dopo 75 anni resta ancora vivo, oggi, nella fantasia degli spettatori, questo capolavoro: un concerto di musiche e colori che continua a ispirare centinaia di animatori di tutto il mondo. Indubbiamente, uno dei migliori Classici Disney di tutti i tempi.




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