Diala, l’artista che porta il sole nei campi profughi siriani


Diala Brisly è una giovane artista siriana che, da più di un anno, trasforma ciò che la guerra sbiadisce in vere opere d’arte. Si muove per i vari campi profughi del Libano e della Turchia portando sorrisi e colori tra i bambini e le famiglie che, scappando dalle loro case, si ritrovano ad aver perso tutto. Un progetto nato in silenzio, fatto di poche parole e molte immagini. Fatto di incontri e di luci.

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L’arte oltre le miserie della vita

Armata di tubetti e pennelli, sotto lo sguardo attento di grandi e piccoli, Diala fa tornare il sole, gli alberi e il cielo limpido all’interno di luoghi in cui domina la precarietà. Tele e tende assumono così una nuova prospettiva allentando il senso di perdita e abbandono.

“Per me, l’arte è un’esperienza meravigliosa che dà la possibilità di scappare via dalle miserie e dalle infelicità che sovrastano la testa dei rifugiati ogni giorno”

E non è certamente una scelta casuale quella di ricorrere a forme stilizzate, immagini semplici, soggetti (apparentemente) banali. Ogni tratto, ogni linea, ogni forma nasce per  ridare speranza. Ogni ricerca di simbolismi o metafore è bandita.

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Una scintilla che si propaga tutt’intorno

Il progetto ha, inoltre, il merito di coinvolgere i più giovani in attività che possano spingerli a tornare ad appassionarsi ai propri talenti. Così, in alcuni casi, lo spirito d’iniziativa ha portato alla costituzione di piccole scuole dove insegnanti improvvisati e studenti volenterosi hanno rimesso in piedi quello che le bombe avevano cancellato.

Un messaggio che, con qualche mese di ritardo, sta iniziando ad avere la giusta risonanza  nel mondo: «Dove c’è distruzione può esserci anche una scintilla di speranza». Ed è l’arte che può alimentarla coltivando la missione di riportare lo sguardo delle persone verso il proprio domani. Recuperare il tempo perduto e ricominciare senza guardarsi indietro. Con il sole che sorride e il cielo terso a tingere i cieli di tela.




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