Corri ragazza, corri!


coverAganetha Smart ha 104 anni e una medaglia d’oro olimpica per la squadra canadese di atletica. E corre, da sempre, da quando è bambina fino a quando la vita non la porta suo malgrado in una casa di riposo per anziani. Ultima superstite di una numerosissima e sfortunata famiglia le cui esisteze ruotano intorno a una fattoria che vediamo cambiare dai primi del Novecento fino ai giorni nostri. Perché è proprio questo lo straordinario di quest’opera prima: la corsa su un intero secolo, due guerre mondiali e la cultura in evoluzione scoperta attraverso una giovane appassionata di sport. È una scoperta questa insolita finestra che l’autrice apre sulla situazione delle atlete donne in un’epoca in cui non siamo abituati a pensare che ogni medaglia femminile fosse simbolo di emancipazione, novità, e conquista.

Ma Aganetha ha una fibra forte, lo si intuisce dal carattere della sua voce che accompagna il lettore lungo tutto il racconto, tra battute autoironiche che la vedono protagonista sul piano contemporaneo del racconto e i ricordi narrati in prima persona della sua intera storia, da quando era bambina, a quando sul treno verso Toronto ha abbandonato le certezze di casa per inseguire (di corsa, naturalmente) il suo sogno sportivo. E poi ancora sulla nave verso Amsterdam per le Olimpiadi del 1928, a cui ha trionfato, ventenne, aprendo così le porte a nuove anse della vita, ad amori e amicizie, e a scelte che hanno determinato la storia successiva. Una vita intera, di cui non perdere nemmeno un attimo, continuando a sentire forte e irreprimibile la voglia di correre.

Il modo in cui il lettore entra nella storia della ragazza che corre è il particolare della storia, il collante che tiene insieme ogni capitolo, narrato con frequenti rimbalzi, qualche flash avanti, qualche recupero di episodi passati, a creare un racconto articolato ma compatto. Aganetha viene rapita dalla casa di riposo, centenaria, senza occhiali e molto sorda. Chi la sottrae alle attente cure delle infermiere sono due ragazzi che apparentemente vogliono parlare con lei e immortalarla per un film, ma il cui mistero tiene carica l’attenzione fino alla fine, trascinando con sé segreti che sembravano non poter essere mai rivelati. La prospettiva è infatti quella della stessa vecchina con i sensi annebbiati, che assapora le intenzioni dei due e la loro identità, piano piano, con sforzo e grande concentrazione, e recupera il senso dei luoghi dove viene condotta con l’opacità dei ragionamenti di una centenaria che conserva una storia intensa e lunghissima alle spalle. Con lei, con la sua stessa incertezza, con la sottile paura ma anche con curiosità, scopriamo passo passo un tassello in più, un riferimento più nitido, ricostruiamo il puzzle della ragazza che corre, e scorriamo così le pagine di un romanzo d’esordio appassionante e carico di emozioni vivide e intense.

 

Carrie Snyder: autrice canadese, ha pubblicato la raccolta di racconti The Juliet Stories, finalista del Governor General’s Literary Award 2012. Girl runner è il suo primo romanzo: finalista del Rogers Writers’ Trust Fiction Prize 2014, libro dell’anno di Amazon, tradotto in oltre 15 paesi.

 

Titolo: Girl runner

Autore: Carrie Snyder

Traduttore: Gioia Guerzoni

Editore: Sonzogno

Pagine: 288

Scheda editore



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