Bling Ring di Sofia Coppola


The-Bling-Ring-poster-french-XL Bling Ring è il nuovo film di Sofia Coppola, presentato quest’anno a Cannes nella trae spunto da una storia vera di un gruppo di adolescenti che trascorreva il tempo saccheggiando le ville dei divi di Hollywood. Traendo spunto per la sceneggiatura dall’articolo “The Suspects Wore Louboutins” di Nancy Jo Sales, giornalista di Vanty Fair, Sofia Coppola restituisce allo spettatore una visione molto obiettiva della vicenda. La regista non giudica quanto sta raccontando, ma lo trasporta sul grande schermo dando ampio spazio alla follia che pervade i singoli ragazzi nel compiere questi gesti.

Le ville saccheggiate sono quelle delle più importanti star di Hollywood: Paris Hilton, Orlando Bloom, Lindsay Lohan e molti altri, basta sapere che non sono in casa e dopo una rapida ricerca su internet è semplice trovare i loro indirizzi. Ma cosa spinge questi giovani a comportarsi così? Non è per necessità che sono costretti a rubare, i ragazzi conducono una vita agiata, abitano in splendide case, eppure vogliono qualcosa di più: la fama. Poter dire: “Sono stato a casa di Paris Hilton”, poter indossare i loro vestiti, utilizzare i loro trucchi, calarsi quindi nei loro panni sono le cose che portano i cinque adolescenti a visitare le case dei divi e a rubare i loro oggetti, tanto uno più o uno meno, “chi vuoi che se ne accorga?”. Si passa da una casa all’altra, da una festa all’altra, da un’auto all’altra, la vita di questi ragazzi trascorre in ambienti chiusi, lontani dai coetanei, sembra quasi che essi vivano realmente solo quando possono staccare completamente dal mondo, calandosi nei panni di altre persone, fingendo di essere altro rispetto a quello che sono.

Un incidente in auto rompe le scorribande notturne, ma si passa oltre, non lascia alcun segno troppo evidente sulle loro vite. Il mondo esterno sembra non essere in grado di rompere questo girone infernale in cui i cinque si sono caduti. Ad un certo punto però qualcosa non va come previsto, le telecamere di una villa hanno ripreso il loro furto e soprattutto i loro volti. In quattro vengono arrestati e processati. A questo punto lo spettatore potrebbe ipotizzare che sia finalmente arrivato il momento in cui saranno costretti a pagare per la loro condotta.

Non è propriamente così. Arriva il momento del processo, ma viene messo in ombra dal successo: fotografi, abiti eleganti, occhiali da sole, interviste, il mondo dal quale avevano preso le distanze ha fatto irruzione nelle loro vite, entrano e escono dai tribunali come se fossero su una passerella, prestando attenzione a quello che indossano piuttosto che a quello che stanno per fare. Ogni loro gesto è glorificato, la fama li fa salire nell’Olimpo degli dei: anche se finiscono in carcere, quello che si crea attorno a loro sembra quasi incredibile, diventano delle star. Sembra che niente possa sconvolgerli, l’idea stessa di poter finire in carcere non li disturba, infondo i loro beniamini hollywoodiano entrano e escono dalle carceri ogni mese, non è di certo questo a spaventarli.

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Sofia Coppola racconta una società vuota, priva di valori, è il mondo in cui viviamo, dove si tende ad accettare quello che accade senza porsi troppe domande. Dove il pregiudicato viene acclamato come eroe, perché infondo è stato scaltro e un po’ tutti vorremmo essere come lui. In Bling Ring non esistono personaggi positivi, gli stessi genitori sono assenti, si occupano dei figli solo nella misura in cui va bene a loro, non gli interessa sapere quali compagnie abbiano o cosa facciano alla sera. I ragazzi hanno dei sogni, ma sono sogni per i quali non lottano, sperano di riuscire a realizzarli nel più semplice dei modi, con i soldi.

Bling Ring è un film che apre molti interrogativi e sicuramente non lascerà lo spettatore impassibile, una pellicola che non ha raccolto troppe recensioni positive dalla critica, ma che è sicuramente un’esperienza di visione interessante.




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