Arthur Miller a 100 anni dalla nascita


Probabilmente lo scrittore e drammaturgo statunitense Arthur Miller è noto ai più per il suo chiacchierato e tormentato matrimonio con la diva Marilyn Monroe, dal 1956 al 1961. Per lei Miller scrisse la sceneggiatura di The Misfits (Gli spostati), film diretto da John Huston ed interpretato dalla bella moglie dello scrittore. Dopo la tragica morte della Monroe, Miller pubblicò una sua biografia dal titolo Io la conoscevo.

marylinArthur Miller nacque in una famiglia di ebrei benestanti a New York, che troverà purtroppo la sua rovina nel periodo della Grande depressione del 1929. Il suo primo melodramma fu messo in scena nel 1923, quando Miller aveva solo 8 anni, Shubert Theatre. Frequentò la Abraham Lincoln High School vicino a Coney Island e nel 1934 fu ammesso all’università del Michigan, dopo che la sua candidatura era stata precedentemente rifiutata.

All’università del Michigan il suo studio si concentrò principalmente sul giornalismo e sul teatro, con particolare attenzione al teatro greco classico e alle opere del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen – autore del noto Casa di bambola del 1879-. Miller rimase legato per tutta la sua vita al mondo universitario, tanto che fu istituito il premio Arthur Miller nel 1985 e il premio Arthur Miller per il teatro nel 1999, mentre nell’anno successivo venne dato il suo nome al teatro dell’università stessa. Miller si laureò in letteratura inglese nel 1938. Nel 1947 raggiunse la fama con Erano tutti miei figli: il proprietario di una fabbrica vende pezzi di ricambio difettosi per aerei durante la Seconda guerra mondiale, provocando la morte di numerosi piloti. Si aggiudicò il premio New York Drama Critics Circle e due Tony Awards.

Il testo più conosciuto, però, è Morte di un commesso viaggiatore del 1949 e vincitore del premio Pulitzer, di tre Tony Awards e del premio New York Drama Critics Circle. In questa drammaturgia, Miller affronta i temi del conflitto familiare, della critica al sogno americano e della responsabilità morale dell’individuo. Il protagonista, Willy Loman, è un commesso viaggiatore di 63 anni, sposato con Linda e padre di Biff e Happy. L’uomo è ossessionato dal successo e dal perseguimento della felicità materiale indotti dalla società americana ed è disposto a qualsiasi stratagemma pur di ottenerli. Da qui prende avvio, nei due atti e un requiem di cui è composto il testo, una serie di confronti e diverbi tra i quattro membri della famiglia, che intrecciano passato e presente e gettano uno sguardo debole e timoroso verso un futuro incerto, che vede Willy alla ricerca spasmodica di un nuovo lavoro stabile e remunerativo. Successi e fallimenti, ricordi ed azioni si susseguono in un rincorrersi di immagini reali e finzionali, tratte dalla memoria e dai ricordi. La vicenda si conclude con il requiem finale che inscena il funerale del commesso viaggiatore, che si svolge nella totale indifferenza dei suoi conoscenti, alla presenza di uno solo dei suoi amici, accompagnato dal figlio. Nel 1951 Làslò Benedek diresse l’omonimo dramma per il grande schermo; nel 1985 Dustin Hoffman interpretò la trasposizione cinematografica di Volker Schondörff. La band statunitense Yellowcard ha intitolato Life of a Salesman una sua canzone dall’album Ocean Avenue.

Miller morì il 10 febbraio 2005 nel ranch di Roxbury in Connecticut, lo stesso che Marilyn Monroe acquistò e regalò allo scrittore affinchè non si opponesse al divorzio.




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