130 anni fa nasceva Karen Blixen


KAREN BLIXENIsak Dinesen, Tania Blixen, Pierre Andrèzei e Osceola: questi sono solo alcuni degli pseudonomi scelti da Karen Christentze Dinesen, baronessa von Blixen-Finecke, nota come Karen Blixen. Tanti nomi quante le sfaccettature e le sfumature della personalità estroversa e carismatica della scrittrice e pittrice danese.

Karen nacque il 17 aprile 1885 a Rungsted, a una trentina di chilometri da Copenaghen, in una agiata famiglia di proprietari terrieri, dove visse con i due fratelli e le due sorelle. Un evento tragico segna la sua infanzia all’età di dieci anni: il suicidio del padre. Romantica, sognatrice e amata dalle persone che la circondavano, dal 1903 al 1906 frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Copenaghen, Parigi (1910) e di altre città d’Europa. Con lo pseudonimo Osceola scrive nel 1907 i suoi racconti “Gli eremiti” e “L’aratore”, mentre “La famiglia de Cats” risale al 1909.

Il nome della Blixen però è indissolubilmente legato alla sua esperienza di vita in Africa, da cui ebbe origine il suo capolavoro La mia Africa del 1937. Il 2 dicembre 1913 parte insieme al cugino, nonchè suo fidanzato, il barone svedese Bror von Blixen-Finecke, alla volta dell’Africa per acquistare una fattoria, allontanarsi dalla civiltà ed assaporare le emozioni e le gioie vere della vita. Nel 1914 sposa il cugino a Mombasa e insieme si trasferiscono in una piantagione di caffè ai piedi delle colline di N’Gong, vicino a Nairobi. Nel 1921, a seguito del divorzio dal barone, Karen rimane sola a dirigere la piantagione, diventata ormai la sua unica ragione di vita. Sopraggiunge però improvvisa una forte crisi del mercato del caffè, che la costringe a chiudere la piantagione e a far ritorno in Danimarca nel 1931, senza mai più rivedere la sua amata Africa. Si dedicherà d’ora in poi con grande passione alla scrittura, conservando una profonda nostalgia delle terre appena abbandonate.

casaNel 1934, con lo pseudonimo Issak Dinesen, scrisse il primo lavoro che la porterà al successo: Sette storie gotiche, una raccolta di sette racconti pubblicata sia in America sia in Inghilterra. La fama verrà raggiunta nel 1937 con La mia Africa, romanzo autobiografico sugli anni trascorsi in Kenia, che descrive con intimità e calore i rapporti intrattenuti con la natura e con i nativi, di cui la Blixen ammira il modo di vivere fuori dal tempo, in una purezza primigenia e primitiva. Il 7 settembre 1962 muore affetta dalla sifilide, che l’aveva costretta a lunghi periodi di degenza in ospedale. Nel 1991 la sua casa è diventata museo, grazie all’impegno di Denys Finch Hatton, nuovo compagno dopo la separazione dal marito, e degli introiti ricavati dall’omonimo film del 1985 di Sydney Pollack, interpretato magistralmente da Meryl Streep e Robert Redford.

“Il piacere del vero sognatore non dipende dalla sostanza del sogno, ma da questo: tutto quello che accade nel sogno, non accade solo senza il suo intervento, ma fuori del suo controllo. Si creano spontaneamente paesaggi, vedute splendide e infinite, colori ricchi e delicati, strade, case che non ha mai visto e di cui non ha mai sentito parlare”. Era questa la vera speranza della Blixen: trovare il sogno nascosto nelle pieghe della quotidianità, cui cercava di dare in ogni istante una sfumatura di novità e straordinarietà.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *