Torino Fringe Festival


Dal 3 al 13 maggio Torino si prepara a ospitare un’invasione di colori per quella che è stata lanciata come una vera e propria esplosione teatrale: il Torino Fringe Festival, dieci giorni di teatro declinato in tutte le sue forme, dalle performance in sala e in spazi urbani, ai dibattiti tra operatori del settore, e ancora workshop, musica, feste.

Quella del Fringe è un’idea che sbarca per la prima volta in Italia. Si tratta di un modello di festival teatrale diffuso liberamente tratto dal noto festival di Edimburgo e reinterpretato secondo le esigenze, gli spazi e lo spirito della capitale sabauda. “Sarà un Festival in movimento, che prevede un programma intenso, con repliche quotidiane di ogni spettacolo – spiegano gli organizzatori – L’intento è quello di colorare Torino, di accendere la cittl: ci saranno spettacoli teatrali, nelle sale e in strada, e tutto avrà il fondamentale scopo di dare spazio all’arte coinvolgendo direttamente la città”.

Non solo performance ma riflessione sul teatro stesso: il ricchissimo programma di Torino Fringe Festival [che potete consultare e scaricare anche dal nostro sito www.artintime.it N.d.R.] include anche interessanti momenti di confronto e dibattito. ToFringe Agorà sarà la piazza dove avranno luogo le conferenze e gli incontri, momenti di scambio con i protagonisti stessi del mondo del teatro: attori, produttori, autori. Si partirà dal racconto del festival di Edimburgo, si passerà alla scrittura e poi al mestiere dell’arte, il tutto in compagnia di professionisti del settore.

la nostra è stata una chiamata alle arti a cui hanno risposto circa cinquecento compagnie da tutta Europa – proseguono i ragazzi del Fringe – il che è rilevante considerato il momento storico in cui ci troviamo. Da questi numeri sono stati selezionati circa cinquanta tra artisti e compagnie che porteranno al pubblico torinese esperienze di diversa natura”. L’atmosfera di Fringe è quella del grande laboratorio, di un esperimento partito a giugno 2012 e ora giunto alle soglie della prova: “non eravamo coscienti – scherzano ancora i ragazzi – è un’esperienza grande, innovativa, difficile ma bella. Il punto di forza è che è un progetto aperto, è qualcosa di proposto, all’interno del quale si cercano dei momenti di incontro e scambio anche con gli operatori che lavorano sul territorio torinese”.

L’idea dell’apertura è una delle costanti del festival, la finalità è infatti quello di accogliere e interessare direttamente anche persone che non lavorano nel mondo del teatro. A questo scopo Fringe è attivo già da dicembre con eventi allestiti e organizzati a Torino sia per raccogliere materialmente fondi, sia per diffondere tra i giovani e tutta la popolazione lo spirito del Fringe, il suo fascino, la sua magia e poesia, che sono poi le caratteristiche dell’intero mondo del teatro. Le feste di FringeBefore, oltre ad aver raccolto fondi dal basso necessari all’allestimento e organizzazione di un evento così capillare, hanno anche rivelato al pubblico l’assoluta non verticalità della struttura organizzativa che sta dietro alla macchina festivaliera: artisti, teatranti, ragazzi, un mondo dove la politica e gli opportunismi non sono stati fatti coscientemente entrare.

Coinvolgimento, presenza, energia e stile, queste le parole chiave dei FringeBefore, gli appuntamenti che hanno fermentato l’attesa dell’esplosione festivaliera prima del mese di maggio. Ma il Festival è ora alle soglie della partenza e sta per offrire un ventaglio di eventi e opportunità. Durante i giorni del Fringe ci saranno degli After con ospiti musicali previsti per il 4, 10 e 11 maggio. Sempre per restare in tema di programma, il 3 maggio si aprirà il sipario con un Warming Up alle ore 19 in Piazza Castello durante il quale si daranno cenni e assaggi della grande esplosione metaforica di quella incantata bomba chiamate Fringe.

È un’idea pratica, ma anche politica – proseguono gli organizzatori nel raccontare la grande esperienza del Fringe che li vede protagonisti in duplice maniera – gli artisti organizzano e dirigono un festival, sono occupati e preoccupati, hanno deciso di assumersi personalmente la responsabilità, il loro fine è quello di costruire una società più responsabile, una condivisione sana e atossica di pensiero. Durante questa puntata zero del Fringe gli artisti saranno produttori e programmatori, nella gestione degli spazi teatrali (ben sette sparsi per tutta la città), nell’accoglienza degli artisti ospiti, del pubblico e degli spettatori in un clima di allegria. Costruire un’Europa più sensibile e meno asservita in un modo non tossico, aperta a tutti grazie alla presa di coscienza di una responsabilità civile è per il Fringe un’utopia possibile”.

Ed è anche una risposta attività alle difficoltà che sta attualmente attraversando il mondo della cultura: l’unione di forze dal basso per creare un’opportunità per gli artisti e la città di Torino. L’idea vincente del Fringe è che nasce da dentro, dagli artisti stessi, da chi il teatro lo fa e si è voluto, organizzando questo festival, creare uno spazio di possibilità. Una partenza, questa del 2013, che ha tutto l’aspetto di portarsi dietro un bagaglio di entusiasmo e carica molto, molto lungimirante. E adesso basta leggere: tutti in giro per Torino a seguire gli spettacoli di Torino Fringe Festival!

Alessandra Chiappori




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